Manovra, Armao: alla Sicilia potrebbe pesare 4 miliardi

L’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, è stato intervistato ieri a Ditelo a Rgs da Giovanni Pepi. Di seguito una sintesi dell’intervista

PALERMO. QUANTO COSTERÀ ALLA REGIONE QUESTA MANOVRA DELLO STATO?
«C'è un taglio sui fondi Fas pari a circa 400 milioni di euro. Se poi si replicheranno, come pare, i tagli alle Regioni già operati dalla finanziaria del 2010, verranno meno altri ottocento o novecento milioni. Se ancora aggiungiamo i preannunciati tagli ai comuni, dal 2010 al 2014 alla Sicilia potrebbero sottrarsi 4 miliardi. Una cifra di rilievo che dà la percezione di come si faccia un risanamento che pesa molto al Sud, senza tuttavia fare quegli investimenti che il Sud aspetta per diventare competitivo».

CI TOLGONO SOLDI E CI LAMENTIAMO. MA SPENDIAMO LENTAMENTE O NON SPENDIAMO AFFATTO QUELLI CHE ABBIAMO, A COMINCIARE DAI FONDI CHE VENGONO DALL’EUROPA.

«Il risanamento delle casse regionali è un passaggio inevitabile. L'ultima finanziaria è la prima dopo oltre 15 anni che arriva in aula senza alcun cambiamento agli importi delle entrate e delle uscite proposti dalla giunta. Un segnale importante: l'Assemblea si è resa conto che su una manovra di risanamento non si potevano effettuare grandi movimenti. Abbiamo riportato la spesa al 2001: dopo anni di incrementi, in Sicilia adesso si spende tanto quanto nel 2001 e nel frattempo sono raddoppiati gli investimenti. Adesso si è resa la Sicilia più credibile. Senza credibilità, non ci sarà nessuna possibilità di negoziare un federalismo equo e solidale, come è giusto che sia per una regione a Statuto speciale. Ad esempio, abbiamo operato un contenimento del numero delle società. Attraverso la dismissione e le concentrazioni di consigli di amministrazione, collegi sindacali e quanto altro, siamo passati 34 a 14. In merito ai fondi europei, per ora non abbiamo perso un euro. Ma c'è il rischio che, laddove non si lavori bene, qualche risorsa si perda. La struttura di programmazione sta lavorando per spendere tutto e bene entro la fine dell'anno».

ABBIAMO DETTO DEI SOLDI CHE SI SPENDONO LENTAMENTE O NON SI SPENDONO. QUEL CHE SI SPENDE POI SI SPENDE MALE. PARLIAMO DELLA QUESTIONE PIU CITA: IL PERSONALE. I DIPENDENTI SONO TROPPI. E LAVORANO POCO, FATTE SALVE LODEVOLI ECCEZIONI. SERVONO SVOLTE IMPORTANTI.
«È una questione che salta sempre all'occhio quando si parla di regioni del Mezzogiorno. Questo ha svolto una funzione di ammortizzatore sociale. In uno o due anni non è possibile invertire una rotta pluridecennale. Stiamo cambiando però. Stiamo contenendo i costi. Per la prima volta la Regione ha una pianta organica: prima non si sapeva quanti dipendenti ci dovessero essere e ci fossero tra i ranghi dell'amministrazione. Abbiamo anche istituito un fondo pensioni: mentre fino all'anno scorso queste erano pagate nel bilancio corrente. Si tratta di correttivi necessari per ricondurre la spesa per il personale a proporzioni sopportabili. Quando ci dicono che il numero dei nostri dipendenti è tre o quattro volte quello della Lombardia, al netto di taluni effetti di ammortizzatore sociale, non possiamo non ricordare che la Sicilia ha competenze che la Lombardia non ha: Come i geni civili e le sovrintendenze. Si tratta di un paragone inappropriato. Resta comunque l'esigenza di una drastica inversione di tendenza».

(TESTO RACCOLTO DA PAOLA PIZZO)

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