Ciancimino, contrasti tra procure Il Csm convoca Messineo e Lari

Prosegue l'istruttoria di Palazzo dei marescialli. Lo scopo è accertare se le difformità tra i due uffici sono fisiologici o hanno superato il livello di guardia

ROMA. Va avanti l'istruttoria del Csm sui contrasti tra le procure di Palermo e Caltanissetta sulla gestione di Massimo Ciancimino. Dopo aver ascoltato il 17 maggio scorso il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, la Prima Commissione di Palazzo dei marescialli ha deciso ora di convocare i capi delle procure di Palermo, Francesco Messineo, e di Caltanissetta, Sergio Lari: il primo sarà ascoltato il 4 luglio, il secondo il giorno dopo.     
Ad aprile Grasso aveva riunito a Roma i pm dei due uffici giudiziari, proprio nel tentativo - aveva spiegato al Csm - di superare i contrasti sorti tra le due procure per la volontà di ciascuna di procedere nella massima riservatezza; volontà che aveva reso difficile anche lo svolgimento dei suoi compiti di coordinamento, visto che soprattutto da parte della procura di Palermo non gli venivano trasmessi gli atti. Il vertice era stato utile: l'intesa raggiunta per ora sembra reggere, aveva riferito ancora Grasso al Csm, spiegando che tra i due uffici c'era stato anche uno scambio di carte.      
Lo scopo dell'indagine della Prima Commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati, è accertare se i contrasti tra i due uffici sono fisiologici o se hanno superato il livello di guardia. Sulla vicenda sono in corso accertamenti anche da parte del procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, titolare con il ministro della Giustizia dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati.

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