Rifiuti e degrado nella spiaggia di Vergine Maria

Sotto quella meraviglia che è la Tonnara Bordonaro, si rimane senza fiato non per il panorama (non solo almeno) ma per la quantità incredibile di spazzatura sparsa un po’ in tutta la spiaggia: bottiglie di vetro bruciate, cartacce, pezzi di legno buttati qua e là senza ritegno, pacchi di sigarette, frigoriferi, materassi, plastica in abbondanza, pezzi di vetro e, per finire, le immancabili siringhe

PALERMO. Spiaggia che vai, usanza che trovi. Di norma, almeno. A Palermo c’è infatti un denominatore che è comune a tutti i litorali: la sporcizia, l’incuria, il degrado. In una sola parola: la vergogna. Mare sì, ma di rifiuti. A Vergine Maria, dove ieri si è recato il Camper del Giornale di Sicilia, proprio sotto quella meraviglia che è la Tonnara Bordonaro, si rimane senza fiato non per il panorama (non solo almeno) ma per la quantità incredibile di spazzatura sparsa un po’ in tutta la spiaggia: bottiglie di vetro bruciate, cartacce, pezzi di legno buttati qua e là senza ritegno, pacchi di sigarette, frigoriferi, materassi, plastica in abbondanza, pezzi di vetro e, per finire, le immancabili siringhe. Senza contare la fognatura a pochi passi con i depuratori “a portata di mano”.


Di tutto, di più. Esattamente come le altre spiagge del capoluogo, sempre più dimenticate: rifiuti, sporcizia e abbandono rovinano i tratti di costa per la libera balneazione e da Mondello all’Arenella sono puliti solo gli spazi affidati ai privati, in quella che ormai sembra essere diventata una consuetudine cittadina.


A Vergine Maria è un disagio che va avanti da anni. Ironicamente, dicono i residenti e i bagnanti, alcuni bambini piccoli sono nati e cresciuti venendo a mare in mezzo alla spazzatura. Una situazione inaccettabile. Benito Alagna è un palermitano che ha passato 30 anni della sua vita in Germania. Forse proprio per questo ha sviluppato un senso civico non comune. Da dieci anni pulisce di persona la spiaggia dai rifiuti, in maniera spontanea e volontaria. “Guardi qui com’è pieno il secchio – dice –, poco fa ho trovato tre siringhe usate. Qualcuno finisce al pronto soccorso perché calpesta i pezzi di vetro e altre cose, l’altra volta è successo ad un bambino. Io faccio quello che posso, ma l’amministrazione ci deve dare una mano. Perché veniamo qui? Per il semplice motivo che non possiamo andare da nessun’altra parte”.


Marzia Ghelardini è una toscana che da anni trascorre le vacanze nel capoluogo: “Per mettere la tovaglia sulla sabbia – racconta – ho dovuto togliere dei pezzi di vetro. Paghiamo le tasse, perché non possiamo goderci questa spiaggia? E’ una vergogna”. Angelo Borrelli è un napoletano che viene in Sicilia per trovare suo figlio e da anni ormai si gode (o meglio, si vorrebbe godere) quello che offre di bello Vergine Maria: “E’ sempre la stessa storia – dice –, ormai quasi non ci facciamo più nemmeno caso.  Dov’è la gente che dovrebbe mantenere pulito il litorale? Prima qualcuno veniva, ora non più”. Salvatore Faraone, Carlo Testa e Claudia Cardinale sono tre ragazzi che vengono a Vergine Maria da Corso dei Mille: “Ci piace il posto, veniamo qui da tempo – dicono –, peccato per questi rifiuti. Questo mare e questa città sicuramente meriterebbero di meglio”. Il consigliere di circoscrizione Settimo Trapani conosce bene i problemi della zona: “Ci sono tante cose che non vanno – dice – c’è molta confusione, poca organizzazione. Questa spiaggia potrebbe essere un gioiello, vederla ridotta così è un vero peccato”. I bambini corrono sulla sabbia verso la spazzatura e le mamme li rincorrono gridando, prima che afferrino qualcosa di
pericoloso. A Palermo, nel mare di rifiuti, succede anche questo.

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