Indagato per mafia, si dimette il sindaco di Racalmuto

Salvatore Petrotto lascia dopo un dibattito in aula coi capigruppo consiliari: "Sono certo di chiarire ogni aspetto della vita politico-amministrativa, ma non voglio compromettere le istituzioni che rappresento"

Sicilia, Cronaca

RACALMUTO. Il sindaco di Racalmuto , Salvatore Petrotto, indagato nei giorni scorsi per concorso esterno in associazione mafiosa, si è dimesso. Dopo un dibattito in aula con i capi gruppi consiliari, ha rassegnato le proprie, irrevocabili, dimissioni, nelle mani del segretario generale del Comune.
Pettrotto è stato accusato dal collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati di aver favorito, con l'aggiudicazione diretta di due lavori, Cosa Nostra. Sempre secondo Di Gati, Petrotto avrebbe inscenato gli attentati intimidatori di cui è stato vittima a partire dal 1993. "Dopo un'attenta riflessione, avendo potuto constatare che alle violenze, intimidazioni ed attentati subiti negli anni Novanta, si aggiungono, adesso, le ombre che sono calate sulla mia vita, prima che di pubblico amministratore, di uomo, lascio l'incarico di sindaco e il Comune", ha detto Petrotto.
"Per evitare di compromettere le istituzioni che rappresento, - ha aggiunto - certo di far luce e di chiarire qualsivoglia aspetto della vita politico-amministrativa nelle sedi opportune, ho rimesso il mandato. La strada delle dimissioni l'avevo scelta subito, ma per il doveroso rispetto istituzionale nei confronti degli assessori e dei consiglieri comunali, ho ritenuto opportuno renderli partecipi". Adesso, il Comune di Racalmuto verrà retto dal vice sindaco Giovanni Mattina in attesa che la Regione siciliana nomini un commissario.

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