Processi di mafia, Anci e Anci giovane: i Comuni siano parte civile

PALERMO. Presentata la mozione promossa da Anci e Anci giovane, che impegna i comuni a costituirsi parte civile nei processi per mafia. Presente l'assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, che vede in questa mozione “un mutata sensibilità di intenti da parte di tutti”.
La presentazione a livello nazionale dell'iniziativa lanciata da "Anci giovane", la consulta che rappresenta la realtà degli amministratori under 35 presenti nei comuni italiani, ha visto la partecipazione, inoltre, di Flavio Zanonato, vice presidente nazionale dell'Anci con delega alla sicurezza, Giacomo D'Arrigo coordinatore nazionale di "Anci giovane", Andrea Piraino, direttore generale di Anci Sicilia, Giuseppe Cicala, delegato di Anci alla legalita' e Doriana Ribaudo, consigliere comunale di Palermo e coordinatrice regionale di Anci giovane, che ha sottolineato come “l'eventuale risarcimento concesso ai comuni sarà interamente reinvestito nella lotta al racket e al sostegno agli imprenditori che denunciano gli estortori. Nella delibera sono contenute inoltre iniziative per la trasparenze negli enti locali e di sensibilizzazione alla cultura della legalità' nei confronti dei giovani, tra queste anche iniziative contro la droga che dopo il racket rappresenta la principale fonte di guadagno della mafia. Questo è un modo per stare vicino e aiutare concretamente e nei limiti delle competenze dei Comuni chi oggi coraggiosamente decide di stare dalla parte della giustizia e che troppo spesso è lasciato solo dalle istituzioni”.

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