Governo, ora ci sono i numeri

Chi sperava in una navigazione pessima del governo è rimasto deluso. Ma il premier deve trovare fra le sue file uomini ed energie capaci di operare e convincere. Il popolo di centrodestra esige ormai un vero e proprio scatto di reni.


Chi sperava in una navigazione burrascosa per il governo nella verifica parlamentare è rimasto ampiamente deluso. L’esecutivo ha superato ieri la prova alla Camera, sul «decreto sviluppo», in tutta scioltezza, ha visto anzi aumentare i propri consensi rispetto all’ultima votazione.
Il governo va, dunque, e punta con rotta sicura al completamento della legislatura. L’opposizione negli ultimi tempi ha seminato molto vento, ma ha raccolto soltanto bonaccia della quale non può approfittare per inadeguatezze strategiche e tattiche.
Il Senato non dovrebbe riservare in alcun modo sorprese di sorta al prossimo voto. Anche questa pratica viene, quindi, archiviata.



Silvio Berlusconi ha rivendicato il merito di aver messo al riparo dalle tempeste dei mercati i risparmi degli italiani e ha ribadito che il governo porterà a termine la realizzazione del suo programma nel tempo che la Costituzione concede ai governi per queste finalità.
Il nostro Paese, ha detto ancora il premier, eviterà i disordini finanziari e gli impoverimenti reali che caratterizzano in questo momento altre nazioni della Comunità europea. L’Italia non fallirà e realizzerà il suo progetto di riduzione del pesante debito pubblico.
Riforme e tenuta dei conti pubblici: sono appunto questi i veri ostacoli che il governo dovrà superare per potersi vantare di aver compiuto la missione. Fra gli impegni ribaditi dal Cavaliere ci sono la riforma della giustizia, del federalismo fiscale, della sicurezza e del piano per il Sud.
C'è stato un accenno alla riforma fiscale e alle tre nuove aliquote Irpef in arrivo: il premier sa che le parti sociali e i cittadini tutti se l’aspettano, poiché nessun rilancio della nostra economia sarà possibile senza ridurre la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese.
La maggioranza parlamentare c’è, l’intesa fra Pdl e Lega Nord tiene, ma le difficoltà sono proprio nelle cose da fare.



Il popolo di centrodestra esige dal governo un vero e proprio scatto di reni, verrebbe da dire un cambio di marcia se questa espressione non fosse stata usurata e svuotata di contenuto dall’uso fattone da Fassino e compagni ai tempi dell’infelice governo Prodi.
Anche gli italiani di altro orientamento politico si aspettano il cambiamento. Ed è a queste attese che governo e maggioranza dovranno prestare attenzione. Il Cavaliere ha rinnovato l’invito all’opposizione a partecipare costruttivamente al lavoro legislativo che s’impone, ma l’opposizione finora è stata sorda e non è detto che guarisca di colpo da una delle sue tante menomazioni. Il premier deve trovare fra le sue file uomini ed energie capaci di operare e convincere. Tutto il resto, legato ai numeri del Parlamento, è pura e inutile cabala, che nemmeno i sostenitori del centrosinistra sono in grado di comprendere e seguire.
È giunto il tempo della buona politica, che superi vanità e personalismi e tenga conto di un valore che non va mai dimenticato: l’interesse nazionale.
Questo è il messaggio che oggi viene da Roma, impegnativo soprattutto per chi lo lancia.

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