Calcioscommesse, Paoloni agli arresti domiciliari

L'ex portiere della Cremonese: "Voglio solo vedere mia moglie e mia figlia". Il giocatore ha dato la sua versione dei fatti riguardante l'indagine

CREMONA. L'ex portiere della Cremonese, Marco Paoloni, è stato posto ai domiciliari nella casa che ha nella sua disponibilità a Cremona e la detenzione dovrà essere "applicata in modo molto rigido", "dovendosi escludere che Paoloni possa rientrare nella sua abitazione di Civitavecchia, in quanto in tale contesto, anche in assenza della polizia giudiziaria operante, sarebbe meno controllabile e più a rischio di inopportuni contatti".   


Il calciatore viene in sostanza scarcerato solo per "la considerazione che all'interno del sistema la detenzione in carcere, soprattutto di incensurati, e il suo prolungamento in questa fase devono essere considerate misure eccezionali". Per il resto, la versione che Paoloni ha dato riguardo la vicenda del Minias, che fu somministrato ai giocatori della Cremonese, prima della partita con la Paganase, "contrasta da un lato con dati di fatto e dall'altro accentua, anche nei riferimenti a un 'ricatto subito', le esigenze relative a una acquisizione genuina della prova, tenendo in ipotesi a rendere meno decifrabile quanto avvenuto nella prima fase della vicenda oggetto dell'indagine". Paoloni, infatti, ha spiegato che la vicenda della ricetta, intestata alla moglie, relativa al Minias era parte di un 'ricatto' a cui era stato sottoposto da Massimo Erodiani e Marco Pirani, anche loro arrestati nell'ambito dell' inchiesta "in relazione a debiti maturati nelle scommesse sportive"

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