Artisti stranieri in Sicilia: mostra al Laboratorio Zeta

L'esposizione rappresenta un percorso d'indagine e di riflessione sulla condizione degli immigrati in Sicilia

PALERMO. Straniero ed estremo. Due suggestioni contenute nella stessa scelta del titolo. Si tratta di un progetto ampio e articolato di cui la mostra al Laboratorio Zeta sino al 30 giugno 2011 è solo l’estrema parte visibile.
Il percorso di indagine e di riflessione sulla condizione degli stranieri in Sicilia, nasce un anno fa, in concomitanza con i “moti rivoluzionari” di alcuni paesi del Nord Africa. Una ventata di libertà, una coraggiosa rivolta giovanile, dolorosa e purtroppo dai risvolti incerti.
Eppure questo momento storico, denso e carico, ha riportato con prepotenza lo sgurado sul Mediterraneo. Sull’essenza di un mare che circonda popoli millenari, ne conserva  storie, speranze di intere generazioni.
Nella collettiva ospitata al Laboratorio Zeta, un ulteriore approfondimento del tema trae spunto dal crudele fenomeno dei boat people, i migranti che raggiungono via mare l'Europa, approdando proprio sulle coste siciliane.
La curatrice  Giusi Diana ci racconta: “Un anno è trascorso e la mostra ospitata a Palermo risente inevitabilmente dei drammatici fatti di cronaca che stanno sconvolgendo molti paesi arabi e  in particolare il Nord Africa (Tunisia, Egitto e Libia), riportando l'attenzione del mondo sulla sponda del Mediterraneo che ci sta esattamente di fronte, e ridefinendo il ruolo della Sicilia che per la sua essenza di terra liminare tra civiltà sembra incarnare, in questo momento, meglio di altri luoghi,  le incoerenze e le discrasie del nostro tempo”.
In questo senso un centro sociale occupato ormai da dieci anni che ospita una comunità di rifugiati sudanesi, in gran parte sfuggiti alla guerra civile in Darfur, che diventa uno spazio espositivo  pur conservando odori, gesti e sopazi propri, è una operazione interessante ma rischiosa, di rottura se vogliamo.
Come anche non facile è la scelta degli artisti di dare voce ad un lavoro che fosse antropologico oltre che creativo. Che sapesse coniugare la drammaticità del tema con la purezza dell’espressione artistica.
È così che sei artisti stranieri da anni residenti in Sicilia: Philippe Berson (Francia), Anne-Clémence de Grolée (Francia), Juan Esperanza (Messico), Anna Guillot (Francia-Italia), Yvonne Kohler (Gran Bretagna), Hilde Margani Escher (Germania); insieme con  Fare Ala un collettivo di giovani artisti che fanno parte della cosidetta "generazione Erasmus" attivi tra la Spagna e l'Italia, il palermitano Antonio Miccichè e il siracusano Sebastiano Mortellaro propongono insieme opere assai differenti tra loro per linguaggio, forma, persino per l’idea. Ma insieme capaci di dare una visione unitaria di quanto molteplice  e variegato sia il sentimento che lega i popoli alla propria identità.
Visioni parallele raccolte nella ritualità amplificata, esasperata, della “cancellazione dei confini” che caratterizza il lavoro di Mortellaro, o nella piccola flotta di barche senza meta, Esodo di Anne Clémence de Grolée; nella poetica valigia/simbolo di Fare Ala; nel grave cimitero sospeso in mare di Miccichè; nell’apotropaico, spaventoso inquietante bucranio del minotauro di Philippe Berson.
Aleggia tra le opere in mostra (trenta, tra cui alcune installazioni di grandi dimensioni) come una sorta di dubbio, una domanda, di certo deboli certezze di fronte alla reaktà, di certo la voglia di interrogarsi per ritrovare un punto comune. Un punto di partenza e di arrivo, capace di contenere dentro l’ospite e lo straniero, il mare e la terra, il sogno e la realtà.
Come a voler dire che siamo tutti in viaggio. Forse è questo il senso di questo lavoro: rompere l’indifferenza verso l’altro, perchè in fondo è esattamente come noi.

INFOBOX
Hotel des Etrangers/Zeta
a cura di: Giusi Diana
artisti partecipanti: Philippe Berson, Anne-Clémence de Grolée, Juan Esperanza, Fare Ala, Anna Guillot, Yvonne Kohler, Hilde Margani Escher, Antonio Miccichè, Sebastiano Mortellaro.
Sede: Laboratorio Zeta, Via Arrigo Boito, 7 – Palermo.
Inaugurazione: Venerdì 27 maggio alle ore 18,00
Periodo: dal 27 maggio al 30 giugno 2011.


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