Referendum, vittoria schiacciante dei sì

In tutti e quattro i quesiti hanno votato a favore dell'abrogazione di norme oltre il 94% degli elettori. Alle urne complessivamente 26 milioni e 800 mila italiani

ROMA. E' stata vittoria schiacciante del sì, con percentuali bulgare. Chiamati a votare per l'abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell'acqua, sull'energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 26 milioni 800 mila, pari a circa il 57 per cento, rendendo ininfluente l'affluenza all'estero: hanno così decretato la validità di tutti e quattro i referendum ed hanno cancellato le norme oggetto dei quesiti.    
Ha vinto largamente il fronte del sì: il 95,84% ha detto sì alla cancellazione della norma sull'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, al 4,16% i no. Il sì ha sfondato quota 25 milioni (oltre il 96%) al referendum sulle tariffe dell'acqua, mentre i no sono stati quasi 980 mila (3,68%).    
All'abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare hanno detto sì 25 milioni di italiani (94,75% dei votanti), mentre i no sono stati circa un milione 400 mila (5,25%).   
Infine, il legittimo impedimento del premier e dei ministri a comparire nei processi penali. Gli italiani hanno spazzato via anche quella parte dello scudo che era stata salvata dalla sentenza della Corte Costituzionale. Si torna così alla norma prevista dal codice di procedura penale uguale per tutti i cittadini: lo hanno deciso, con il sì all'abrogazione dello scudo, oltre 25 milioni di italiani (95,15% dei votanti), contro i quasi un milione 300 mila (4,85%) che hanno votato no.

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