Il pentito Giordano: il pizzo anche ai negozianti abusivi dello Zen

Lo ha svelato l'ambulante interrogato a Torino nel corso del processo contro Giuseppe Liga, diventato capo-mandamento per conto dei Lo Piccolo. Anche i rivenditori senza licenza versavano 5-10 euro a settimana come riconoscimento dell'autorità mafiosa

PALERMO. Dovevano pagare tutti allo Zen, dagli ambulanti ai gommisti. Erano inclusi anche i negozianti abusivi, per lo più proprietari di rivendite di detersivi, alimentari e abbigliamento, aperti senza alcuna autorizzazione in magazzini o scantinati di fortuna. La somma da versare era di 5-10 euro alla settimana, come riconoscimento dell’autorità mafiosa.
A svelare questi dettagli è il pentito Salvatore Giordano, chiamato a testimoniare davanti la terza sezione del tribunale di Torino al processo contro Giuseppe Liga. Giordano, che girava allo Zen con la sua motoape per vendere pesce, ha dichiarato di non aver mai incontrato Liga, ma di sapere chi era e cosa aveva fatto. Giordano, infatti, pur ammettendo di non aver mai avuto contatti diretti con Liga, sapeva che l’architetto era diventato il reggente del mandamento per conto dei Lo Piccolo.
Oltre alla pratica delle estorsioni, Giordano ha parlato della volontà del nuovo boss di mettere un pò di ordine nella cosca dello Zen. Dopo aver ricevuto alcune lamentele Liga, infatti, aveva estromesso Nicola Ferrara, il “cassiere” della cosca che si occupava di scommesse clandestine e totonero, perché sospettato di aver approfittato degli incassi. E al suo posto aveva piazzato Francesco Costa, detto “puffetto” e Guido Spina.

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