Sicilia, Cronaca

Tullio De Mauro: "Chiederò a Riina la verità su mio fratello"

Il linguista dopo l'assoluzione del boss corleonese: "All'epoca era giovane ma credo che sappia cosa sia accaduto"

ROMA.  "Da quarantuno anni mia cognata Elda, mia nipote Franca, io, la nostra famiglia aspettiamo un punto fermo per capire cosa sia accaduto a mio fratello Mauro. Questa sentenza di assoluzione per Totò Riina è già qualcosa". Lo afferma Tullio De Mauro, linguista e fratello del giornalista Mauro De Mauro, scomparso 41 anni fa, impegnato in inchieste sul golpe Borghese e sulla morte del presidente dell' Eni, Enrico Mattei.     
Il magistrato giudicante di Palermo, fa sapere il fratello del giornalista, ha trasmesso gli atti alla Procura perché proceda contro alcuni personaggi legati ai servizi segreti.  "Ciò dimostra che si immagina una rete più ampia - prosegue il professore De Mauro - E che non si precludono ulteriori passi".    
Secondo Tullio De Mauro, il fratello "commise un errore frutto della sua ingenuità. Disse a noi familiari e a molti, forse troppi amici, che aveva una notizia bomba, qualcosa di grande, enorme. Fu un clamoroso sbaglio, soprattutto in una città come Palermo".    
Quanto all'assoluzione di Totò Riina, il linguista afferma che il boss siciliano, all'epoca dei fatti, era "già importante ma molto giovane".   "E credo anche che lui sappia cosa sia accaduto - aggiunge - e come, anche se non è stato lui direttamente ad agire, ad aver materialmente eseguito il compito".
"Spesso, con mia moglie, progetto di chiedere un permesso speciale e di andarlo a trovare in carcere - dice De Mauro - per parlargli. Per chiedergli, guardandolo negli occhi, cosa davvero sappia. Forse è una sciocchezza, perché ne avrebbe parlato ai magistrati. O forse no. Chissà un giorno quel permesso lo chiederò davvero".

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