Gesip, lavoratori col fiato sospeso E un'intera città in ginocchio

Una settimana di manifestazioni e tensione alle stelle. Si attende una decisione per il futuro di duemila famiglie, ma anche per restituire serenità al capoluogo

Quanto ancora dovranno attendere le duemila famiglie rimaste senza un reddito dopo il tracollo (più che annunciato, ma a Palermo le emergenze è vietato prevenirle) di Gesip? E soprattutto, quanto ancora dovranno tutti i palermitani sopportare il peso di una vertenza che viene fatta pagare a caro prezzo a un’intera città? Anche venerdì manifestanti in strada, traffico nel caos e tensione alle stelle. Non bastano la rassicurazioni del prefetto, non bastano i continui viaggi romani del sindaco, non bastano i tavoli ministeriali, non bastano le tante ipotesi, ultima delle quali un’ordinanza di protezione civile che comunque non farebbe che prolungare un’agonia oggi senza soluzione. Niente: la città resta ostaggio di una protesta che nessuno è stato in grado di prevenire e nessuno è oggi disponibile a gestire. Siamo all’anarchia pura: i sindacati non controllano più le masse e se ne lavano le mani, i lavoratori (al momento ex tali, purtroppo per loro) non capiscono che così facendo si mettono contro una intera città, invece di chiederne conforto e sostegno. E intanto le decisioni non arrivano: uno stillicidio quotidiano che non giova a nessuno e danneggia tutti. Dunque è necessario che la politica arrivi a una decisione definitiva per il bene di Gesip e dell’intera città.

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