Il boom dei centri commerciali in Sicilia

Ecco una realtà sempre più diffusa nell'Isola. E dopo l'esperienza di Catania, ne nascono tre anche a Palermo e una decina di medie strutture

PALERMO. L'acronimo è Gdo, grande distribuzione organizzata. Una realtà che si sta diffondendo ad una velocità pazzesca nella Sicilia orientale e che sta oltrepassando i confini anche nella zona occidentale dell'Isola. Nel capoluogo, in circa quattro anni, sono nati tre centri commerciali di dimensioni notevoli (il centro del presidente Zamparini aprirà il 26 ottobre) e una decina di medie strutture. Troppe secondo alcuni. I potentissimi marchi commerciali francesi hanno spopolato, ma gli imprenditori locali cercano di organizzarsi. Al fascino del mercato palermitano non hanno resistito gruppi come Auchan, Carrefour, Leroy Marlin. Tra centri diretti e ipermercati, la presenza francese si fa sentire. Gli svedesi si sono affacciati da poco in Sicilia, a Catania, ed hanno in programma una sede a Ciaculli. Ma il colosso svedese del bricolage, così come la filosofia francese del fai da te di Leroy Merlin, pur essendo grandi strutture, hanno poco a che vedere con i centri commerciali, che si basano su ben altri ragionamenti per aggredire il mercato.
In città il primo centro commerciale è stato Forum, poi nella zona di Roccella, arriva il centro La Torre, anch'esso a marchio Ipercoop. La gestione delle gallerie dei due centri è a cura della società Multi. È la volta di Carini, centro Poseidon, dove nello scacchiere commerciale Auchan è più veloce a posizionare l'ipermercato opzionando poi anche la sua presenza nel centro commerciale di Maurizio Zamparini, allo Zen.
Palermo terra di centri commerciali? «Da anni ripetiamo che il territorio poteva sopportare tre centri commerciali, e così è stato - afferma il presidente della Camera di commercio, Roberto Helg -. Oggi è il caso di stare fermi e aspettare come reagisce il mercato. Solo così saremo in grado di capire se si potranno prendere in considerazione altri progetti di grandi strutture. Nel frattempo è necessario riscrivere di sana pianta la legge sul commercio e chiarire alcuni aspetti diventati ormai vecchi». Dal 2008 è aumentata anche la presenza delle medie strutture: Brico (bricolage), Ferdico (alimentare e non, Bruno (Euronics), Papino (Expert) e Media World: ampliamento per Migliore.
Fuori dagli iper, il segmento di mercato dell'alimentare se lo dividono i supermercati locali: le catene Sisa e Conad, mentre si prepara al suo ingresso anche il gruppo catanese della famiglia Abate. «Più Gdo di così non si può - dice il presidente regionale di Confesercenti, Giovanni Felice -. Con i centri commerciali ci sono complicazioni per le piccole imprese e con la Gdo specializzata, come Ikea, Brico e Leroy Merlin, si è sbriciolato un intero settore. Ma quello che più ci allarma è l'uso spropositato delle conversioni delle aree industriali in aree commerciali».
Le imprese locali non demordono. Migliore e Li Vorsi tengono alta la bandiera dell'imprenditoria fatta in casa. La sintesi è nella pubblicità dei Migliore: meglio di francesi e svedesi c'è il palermitano, che allude alla discesa in campo dei colossi oltralpi. «Siamo l'alternativa consolidata nel territorio - dice Giuseppe Migliore - e ci è sembrato giusto ricordarlo ai nostri clienti con una comunicazione diretta. La competizione è dura, ma crediamo alle nostre forze, e l'ampliamento è la dimostrazione».

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