Cinque milioni alla Gesip, consiglio comunale ancora nel caos

Un'altra nottata di caos e risse in consiglio comunale che non ha portato ad alcun accordo. Riconvocata per stasera una nuova seduta

PALERMO. Ancora nessuna copertura economica per i dipendenti della Gesip. È questo il risultato della nottata incandescente, trascorsa nella Sala delle Lapidi, durante la quale l’opposizione non ha approvato la delibera proposta dalla maggioranza di centrodestra per  liberare i cinque milioni da destinare alla società del Comune di Palermo. Adesso i lavoratori, che nei giorni scorsi avevano organizzato blocchi stradali per chiedere certezze sul loro futuro, non dovrebbero neppure andare in ufficio perché non ci sono i soldi nemmeno per pagare una sola ora di lavoro.



Già sabato scorso il centrodestra ha dato prova di grave sfilacciamento con i consiglieri scesi da 22 a 19 nel corso dei lavori e con il rinvio della seduta all’indomani. Ma nemmeno stavolta il centrodestra è risultato compatto, con una seduta conclusasi con due consiglieri finiti al pronto soccorso per l’alta pressione. «Abbiamo assistito - commenta Davide Faraone, del Pd - a una istituzione trasformata in un’arena dove le risse hanno sostituito la politica e i consiglieri si sono vestiti da gladiatori». «Abbiamo un sindaco che non ha più la maggioranza e un presidente del consiglio comunale che non rispetta neanche la legge. Se avessero un minimo di dignità, si sarebbero già dimessi», afferma di Fabrizio Ferrandelli (Idv). Mentre Antonella Monastra (Un’Altra Storia) rivendica la posizione dell’opposizione: «I problemi delle società vanno risolti con strumenti veri».



Intanto, la nuova seduta è stata riconvocata per stasera ma l’accordo sembra ancora lontano. L’opposizione, infatti, è convinta di non voler utilizzare i soldi della lotta all’evasione Tarsu per “coprire” un mese di stipendio della società in liquidazione. La soluzione più probabile potrebbe essere un’anticipazione di cassa, che il sindaco, Diego Cammarata, non vuole perché non li potrebbe utilizzare.

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