Palermo e i rifiuti porta a porta, niente soldi per il nuovo progetto

Il secondo piano che prevedeva il coinvolgimento di un'altra fascia di residenti dopo i 130 mila già coinvolti non è stato finanziato dalla Regione

PALERMO. La raccolta dei rifiuti “porta a porta” rischia di fermarsi ai 130 mila residenti e negozianti coinvolti col primo progetto. Il secondo piano, che prevedeva il coinvolgimento di un’altra fetta della città, presentato dall’Ato Palermo 3, non è stato infatti finanziato dalla Regione.
A darne notizia, il vicesindaco e assessore comunale all’Ambiente, Marianna Caronia, ieri a Ditelo a Rgs: “L’assessorato regionale – spiega Caronia - ha pubblicato la graduatoria provvisoria dei progetti sull’ambiente ammessi a finanziamento e il nostro è stato escluso con una motivazione che a nostro modo di vedere è assolutamente illegittima”. La battaglia per ottenere i soldi utili a dar vita a un prolungamento del piano per aumentare la quota di differenziata non è però finità. Domani, infatti, è previsto un incontro all’assessorato regionale. “Cercheremo di capirne di più – afferma il vicesindaco – e ribadiremo l’efficacia di un percorso che già nel primo anno di vita ha consentito di fare grossi passi in avanti verso l’obiettivo finale, stabilito per legge, ovvero il 35 per cento di raccolta differenziata”. In effetti, secondo dati forniti dall’Amia, da quando è partito, a febbraio del 2010, “Palermo differenzia” ha consentito un aumento della quota dal 4 al 9 per cento. Se si considera, soltanto l’area inclusa nell’iniziativa, una fascia della città che parte dalla zona di viale Strasburgo e arriva fino al Politeama, il dato è al 64 per cento. Ma la media complessiva viene penalizzata dalla restante parte del capoluogo dove si effettua ancora la differenziata con le campane per il vetro, per la carta e per la plastica.
Secondo Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale Idv, a prescindere dalle modalità, manca un’opera di sensibilizzazione e un buon servizio. “Spesso la gente conferisce in maniera scorretta – dice Ferrandelli – a volte è dovuto all’inciviltà, ma succede anche per scarsa conoscenza dei materiali da separare oppure perché i contenitori sono pieni e la gente è costretta a rinunciare”. Il consigliere comunale Idv critica anche “Palermo differenzia”. “È costato parecchi milioni – afferma – ma non coinvolge la cittadinanza intera”.
Per la verità, l’ampliamento era stato preventivato dall’amministrazione comunale, che lavora in sinergia con l’Amia, ma adesso è arrivato lo stop dalla Regione. Il vicesindaco Caronia, però, non getta la spugna e pensa anche alle alternative. “L’Amia sta lavorando pure alla raccolta di prossimità, un sistema con nuovi cassonetti che dovrebbe facilitare la separazione dei rifiuti”. Inoltre l’assessore aggiunge che “sono in distribuzione nella sede di Palermo ambiente, in piazzetta della Pace, gli opuscoli che informano i cittadini sulle corrette modalità di conferimento della spazzatura”.

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