Alfano: nel Pdl primarie per tutti

Il ministro della Giustizia: "Il Berlusconismo non è finito. LUdc? Non escludo che potremo ricostruire un rapporto"

ROMA. "Spingerò per una rapida celebrazione dei congressi e proporrò l'uso di primarie per la scelta dei coordinatori come per quella dei candidati negli enti locali". Con lo slogan "primarie per tutti" il Guardasigilli Alfano, segretario designato del Pdl, preannuncia una "una grande stagione di consultazioni" nel partito ma, sottolinea in un'intervista al Corriere della Sera, "saranno fondamentali le regole".
Il riferimento, spiega il ministro della giustizia, è "ai soldi". "Nella Prima Repubblica avevamo i partiti organizzati, i congressi partecipati e le tessere impacchettate, che venivano gestite dai capibastone che le compravano con i soldi delle tangenti o del finanziamento illecito. Questo non dovrà più accadere. L'importante sarà evitare che la Terza Repubblica somigli alla Prima".
In merito alla nomina a segretario, "mi è stato chiesto e l'ho fatto. Ma la proposta non è venuta solo da Berlusconi", precisa Alfano. "Ho accettato perché l'operazione è seria", altrimenti "mi sarei sottratto". Rafforzare il Pdl è "un'opera che non risponde a un'ambizione di carriera: tecnicamente non è certo una promozione".
Il ministro ribadisce che il berlusconismo è tutt'altro che finito. "Questa è un'evoluzione berlusconiana del partito. A differenza di quello che accade nel Pd, le primarie servono a tutto tranne che a sapere che il leader è Berlusconi", che "tra due anni sarà ricandidato".
Alfano, infine, non esclude di poter ricostruire il rapporto con Casini. "Con l'Udc stiamo insieme nel Ppe, i nostri elettorati sono gemellati. Occorre lavorare per superare questa anomalia. E non è affatto escluso che ci si possa riuscire".

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