Formazione, pressing su Lombardo Il governatore: riforma ineludibile

Lupo: garantire i lavoratori e finanziare le attività pregresse. La Cgil: "Situazione di stallo creata ad arte da chi vuole che nel settore non cambi nulla"

PALERMO. La formazione professionale siciliana è nel caos. E questa non è più una notizia. Il governo regionale, dichiarando di volere riformare il settore, ha di fatto paralizzato tutte le attività. Alle situazioni più complicate, quelle dei grossi enti che adesso hanno a che fare con numerosi esuberi, si aggiunge l’ordinaria amministrazione, quella di piccoli enti che dalla fine del 2010 non ricevono più un euro dalla Regione.
Certo, dietro ci sta il tentativo di cercare di scovare chi ha voluto approfittare di un sistema spesso clientelare. Ma dietro al tiro alla fune fra pubblica amministrazione, sindacati ed enti, ci sono migliaia di uomini e di donne che a tutta questa storia sono poco interessati. Semplicemente perché negli ultimi 20 anni sono semplicemente andati a lavorare, come chiunque altri, certi di un posto di lavoro e di una busta e che adesso, da un giorno all’altro, si ritrovano senza né l’uno né l’altro.
Da qui il pressing su Raffaele Lombardo. A partire da Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd, che dice sì alla riforma ma non sulle spalle dei lavoratori. "E' necessario che il governo regionale assicuri la totale copertura finanziaria del piano regionale dell'offerta formativa per il 2011, anche mediante l'eventuale utilizzo, delle risorse del Fondo sociale europeo. Il personale - aggiunge - deve essere garantito e utilizzato. E' urgente che la Regione provveda ad erogare agli enti di formazione i finanziamenti a saldo sulle attività pregresse ".
Cgil e Flc siciliane esprimono "preoccupazione per i ritardi che si stanno registrando" e parlano di "stallo che accresce le difficoltà del settore". "Il nostro timore - aggiungono - è che i ritardi siano creati artatamente da chi vuole che nel settore non cambi nulla".
Intanto Lombardo scrive, sul proprio blog: "Stiamo cambiando sistemi e regole che hanno dilatato la spesa a prescindere dal prodotto e dalla qualità dei risultati, che poggiano su un'anomalia: gli enti privati, come è giusto che sia, hanno assunto gli operatori come hanno voluto, salvo poi aspettarsi dalla Regione le cosiddette garanzie occupazionali". "L'aggressione all'assessore Centorrino è la reazione sconsiderata ad iniziative che hanno bisogno di essere riordinate, ma che intendono iscriversi in una strategia di riforma ineludibile - spiega -. La giunta, nei prossimi giorni, potrà raccogliere le proposte che vengono avanzate". "Assicuriamo la massima attenzione verso quanti su quella occupazione hanno costruito una vita sicura per sé e per le proprie famiglie".

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