Formazione, anche la Uil fuori dal sistema

Il sindacato è pronto a cedere la gestione dell’ente di riferimento, l’Enfap. Martedì era stata la Cisl ad annunciare che lo Ial è stato messo in liquidazione perchè il taglio ai finanziamenti da parte della Regione non consente di proseguire una gestione corretta e mette a rischio di insolvenza

PALERMO. Anche la Uil esce dal sistema della formazione professionale. Il sindacato è pronto a cedere la gestione dell’ente di riferimento, l’Enfap. Martedì era stata la Cisl ad annunciare che lo Ial è stato messo in liquidazione perchè il taglio ai finanziamenti da parte della Regione non consente di proseguire una gestione corretta e mette a rischio di insolvenza.



La Regione ha posto sul piatto 182 milioni invece dei 242 dell’anno scorso. Somme non ancora erogate. E ogni giorno il sistema della formazione professionale regionale si sgretola sempre più. Claudio Barone, segretario regionale della Uil, sfida il governo: «Siamo pronti a consegnare le chiavi della formazione alla Regione. È ormai chiaro che il governo non sta operando per una riforma ma per la completa destabilizzazione». I sindacati e gli storici gestori dei corsi stanno mettendo a punto strategie per evitare che continuino a maturare debiti nei confronti dei dipendenti. E così stanno lasciando al governo il cerino acceso, cioè le scelte sul futuro dei lavoratori. Per Barone «la Uil è pronta a fare un passo indietro, a condizione però che non si gettino in mezzo alla strada migliaia di famiglie, che difficilmente troverebbero un’alternativa per vivere».



Nei giorni scorsi gli enti più grossi avevano avviato il licenziamento di oltre 1.200 lavoratori. L’Anfe ha tagliato la metà dei suoi 600 dipendenti. Ieri il presidente Paolo Genco è andato oltre annunciando di essere pronto «a denunciare alla Procura della Repubblica l’assessore per l’azione scellerata nei nostri confronti e per i danni irreparabili che abbiamo subito». L’Anfe, al pari dei sindacati, segnala che «è irresponsabile aver dichiarato di aver dato i soldi agli enti e che questi non hanno però pagato gli stipendi». Gli enti sostengono che «dal mese di novembre del 2010 non riceviamo i finanziamenti». I soldi per la formazione sono finiti. E Centorrino ha sempre sostenuto che la Regione paga per i corsi e non per il personale, la cui gestione resta un fatto interno agli enti: «È paradossale denunciarmi per aver cercato di sistemare il settore. Se pensano che questo configuri un reato, facciano pure». L’assessore ieri ha incontrato il segretario del Pd, Giuseppe Lupo. Il Pd chiede ufficialmente al presidente Lombardo di intervenire nella vertenza «assicurando la piena concertazione con enti e organizzazioni sindacali». Lombardo ha convocato i sindacati per lunedì, rinviando un incontro previsto per ieri. Lupo, ex segretario cislino, chiede a Palazzo d’Orleans «di rilanciare il settore tutelando l’occupazione e valorizzando l’esperienza degli enti sani». Centorrino ha poi assicurato il dialogo con enti e sindacati.



Ma sugli enti sta per arrivare un’altra mazzata. La Regione ha disposto l’invio di ispettori del lavoro e carabinieri. Sul tavolo di Lombardo è arrivata la relazione conclusiva di una indagine amministrativa condotta a febbraio e marzo da cui è emerso un migliaio di assunzioni fatte al di là del termine massimo del 2008 e circa 9 mila contratti a termine fatti quasi sempre alle stesse persone. Su input dell’assessorato, l’ispettorato regionale del lavoro ha già attivato 380 ispettori che dovranno entrare negli enti nei prossimi giorni e verificare modalità di assunzioni, versamento dei Tfr e corrispondenze nei bilanci. Un’azione più incisiva rispetto alla verifica fatta in inverno incrociando i dati con l’Inps, perchè gli ispettori possono immediatamente verbalizzare irregolarità che portano a sanzioni.

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