Muore mentre filma matrimonio, chiesto giudizio per sposini

PALERMO. Il matrimonio si è trasformato in tragedia e adesso due giovani sposini, entrambi di 26 anni, di Altofonte, a pochi chilometri da Palermo, rischiano di andare a giudizio per omicidio colposo e incauta detenzione di arma da fuoco. Queste le accuse formalizzate dal pm di Palermo, Francesco Grassi, nei confronti di una coppia per l'uccisione di un cineoperatore Calogero Scimeca, 45 anni cameraman, che stava filmando il loro matrimonio nello scorso luglio.
L'operatore, mentre si trovava in casa dello sposo, è stato colpito da un proiettile partito accidentalmente da un fucile, legalmente detenuto, che doveva essere utilizzato per alcune scene da inserire nel video. Tutta la scena è stata filmata dalla telecamera rimasta accesa.
Ma al dramma, in questa storia, si aggiunge anche una tragica fatalità. Calogero Scimeca non doveva trovarsi lì: le riprese le avrebbe dovute effettuare un collega che, avendo avuto un incidente, gli aveva chiesto la cortesia di sostituirlo. La drammatica notizia ha subito fatto il giro del paese, e molti parenti della coppia hanno appreso della tragedia mentre aspettavano gli sposi nella Chiesa Madre di Altofonte per il matrimonio, che è poi stato rinviato. Secondo le indagini, sarebbe stato lo stesso operatore ad avere chiesto ai familiari dello sposo se in casa avessero delle armi per fare delle riprese per degli "insert". I parenti hanno dunque preso alcuni fucili, tra cui il modello carabina calibro 22 da cui è partito il colpo che ha centrato l'operatore alla testa. Alla scena hanno assistito oltre allo sposo, anche il padre, la madre, la sorella e un cugino, mentre il fotografo in quel momento era fuori dall'appartamento.

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