Sicilia, Qui Palermo

L'ira di Zamparini: "L'Inter come banda Bassotti"

Il presidente rosanero furioso dopo la finale di coppa Italia: "I nerazzurri sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui...". Rossi: "Ha vinto la squadra più esperta, peccato. Volevo regalare questa soddisfazione a tutta la Sicilia"

PALERMO. L'Inter è la banda bassotti, sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui...". La sconfitta del Palermo per 3-1 in finale di Coppa Italia contro l'Inter è caratterizzata dalla coda polemica del presidente rosanero, Maurizio Zamparini, che al termine dell'incontro non è riuscito a trattenere la rabbia per il risultato del campo. A scatenare l'ira del patron l'espulsione del difensore Munoz, preceduta solo di un attimo da quella del tecnico Delio Rossi. Decisioni, quelle dell'arbitro Morganti, che non sono piaciute nemmeno ai numerosi politici siciliani presenti allo stadio Olimpico di Roma, i quali hanno prima inveito contro il direttore di gara per poi applaudire ironicamente i dirigenti dell'Inter.   


Non rabbia, ma evidente delusione condita da lacrime, quella che invece ha colpito al triplice fischio finale il tecnico del Palermo, Delio Rossi, consolato dai suoi giocatori. "Volevo regalare ai nostri tifosi qualcosa, magari anche più grande di noi - le parole dell'allenatore del Palermo -. Ce la siamo giocata, ma non è bastata. Ha vinto la squadra più esperta, non la squadra che sul campo si è dimostrata più forte. Sono dispiaciuto per i miei ragazzi e per i tifosi, ma purtroppo ci é girata male visto che abbiamo creato più dell'Inter. Il secondo tempo abbiamo giocato a una porta, ma non siamo riusciti nell'impresa. Il futuro però è di questi ragazzi, spero che questa finale gli serva da lezione ma fa parte comunque del percorso di crescita di questa squadra".    Sul suo futuro, poi, l'allenatore ha aggiunto: "Ultima partita sulla panchina del Palermo? Non lo so, un'idea ce l'ho. In settimana ne parlerò con la società e con il presidente Zamparini se vorrà ricevermi, e insieme valuteremo cosa sarà più giusto per me, per lui e per il Palermo". "Tra le mie valutazioni ci sarà un anno e mezzo di lavoro - ha quindi aggiunto Rossi - anche perché sarebbe troppo facile prendere in considerazione solo questa serata. La gente di Palermo comunque mi ha sempre rispettato, ha capito che ho sempre cercato di dare il massimo per questa squadra". "Ma sono un professionista, non vivo d'aria e ho la mia dignità - ha concluso -. Magari non sarò un grande allenatore ma sono una brava persone e certe cose vanno rispettate".

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