Lampedusa, riprendono gli sbarchi

Torna l'emergenza dopo una settimana di "tregua". Ai 247 profughi giunti nel primo pomeriggio, si sono aggiunti altri 275, tra i quali 36 donne e cinque bambini. Ma il numero potrebbe essere più alto

LAMPEDUSA.  Dopo oltre una settimana di tregua sono ripresi a ritmo sostenuto gli sbarchi di migranti provenienti dal nordafrica e soccorsi nel Canale di Sicilia. A Lampedusa, dove proprio oggi sono cominciate le attività di demolizione dei barconi, fino ad ora sono approdati 522 extracomunitari, ma il loro numero è destinato ad aumentare.   


I primi a giungere nella più grande delle Pelagie, sono stati 247 profughi, tra cui 16 donne e cinque bambini; i migranti sono stati soccorsi da tre motovedette della capitaneria di porto e da un pattugliatore della guardia di finanza mentre il barcone era alla deriva, a una cinquantina di miglia da Lampedusa. A distanza di tre ore, le motovedette della guardia costiera e il pattugliatore della guardia di finanza hanno soccorso altri 275 profughi, tra i quali 36 donne e cinque bambini, anche loro in una barca che stava per affondare. Gli extracomunitari sono stati trasferiti nel centro d'accoglienza. Un'altra piccola imbarcazione con una decina di tunisini è stata avvistata a poche miglia dalla costa, mentre un barcone partito dalla Libia con circa 250 profughi in questo momento si trova a una cinquantina di miglia dall'isola, monitorato dalle autorità di Malta: l'arrivo in porto è previsto in nottata.   Altri 55 tunisini, tra cui una donna, sono sbarcati questa mattina a Pantelleria.   


Intanto a Lampedusa con l'ausilio di due ponteggi galleggianti, arrivati oggi, è cominciata l'attività di demolizione delle barche. Nei giorni scorsi i tecnici della Protezione civile avevano compiuto sopralluoghi proprio in vista dell'operazione di bonifica: 350 sono i barconi da demolire, una quarantina sono in mare. Le barche ondeggiano nelle acque del porto commerciale, altre sono arenate sugli scogli di Cavallo Bianco, di Punta Guitgia, sulla spiaggia di Cala Galera; altre ancora, una dozzina, sono affondate tra il molo Favaloro, la Madonnina, l'area della Riserva marina, vicino alla celeberrima Spiaggia dei Conigli. 

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