Le mani dei boss sulle sale da gioco: 10 arresti

Secondo la Dia di Palermo per accelerare le pratiche per le concessioni di sale giochi i prestanome dei boss "offrivano" ad alcuni funzionari vacanze, escort e cene. In carcere, tra gli altri, l'ex direttore dell'agenzia dei Monopoli siciliani, attualmente responsabile delle sedi di Campania e Sardegna, Nicola Andreozzi, il vicedirettore della sede siciliana, Salvatore Magno e un dipendente, Giovanni Polizzi, assessore all'Urbanistica in un Comune del Palermitano

ROMA. Le sale da gioco e i centri scommesse sono i nuovi business di Cosa nostra che corrompeva funzionari dei Monopoli di Stato per ottenere in tempi rapidi concessioni e licenze. Lo ha scoperto la Dia di Palermo che, con l'accusa di corruzione aggravata dall'associazione mafiosa, ha arrestato 10 persone.
In carcere, tra gli altri, l'ex direttore dell'agenzia dei Monopoli siciliani, attualmente responsabile delle sedi di Campania e Sardegna, NICOLA ANDREOZZI, il vicedirettore della sede siciliana, SALVATORE MAGNO e un dipendente, GIOVANNI POLIZZI, assessore all'Urbanistica al Comune di Giardinello, in provincia di Palermo.
Secondo gli investigatori per accelerare le pratiche per le concessioni di sale giochi i prestanome dei boss "offrivano" ad alcuni funzionari vacanze, escort e cene.
La corruzione funzionava anche per conoscere in anticipo i controlli che i Monopoli avevano intenzione di fare: i funzionari corrotti in cambio di una cena o di elettrodomestici, facevano sapere ai titolari dei centri che stavano per scattare gli accertamenti.
L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e dal pm Sergio De Montis. Tra i corruttori l'imprenditore MICHELE SPINA, titolare della Primal, una società catanese aggiudicataria di 24 sale giochi e 71 punti Snai: secondo gli investigatori dietro Spina ci sarebbe SEBASTIANO SCUTO, proprietario di una serie di supermercati condannato per associazione mafiosa.
Ai domiciliari, invece, è finito FRANCESCO CASARUBEA, ex amministratore della sala bingo Las Vegas, a Palermo, confiscata dagli inquirenti in un'indagine sul riciclaggio di denaro da parte della mafia.
C'é anche una donna, MARIA FRANCA SIMULA, impiegata alla direzione Nazionale dei Monopoli, tra gli arrestati dalla Dia di Palermo nell'ambito di una indagine che ha scoperto una vasta rete di corruzione che avrebbe coinvolto funzionari dei Monopoli. La Simula nel 2003 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica.
L'inchiesta ha potuto contare su numerose intercettazioni ambientali e telefoniche.
Oltre a favori e regali i funzionari avrebbero ottenuto, anche da prestanome di Cosa Nostra, somme di denaro: uno dei dipendenti arrestato, Polizzi, assessore a Giardinello in meno di un anno avrebbe intascato tangenti per oltre 40 mila euro. I soldi sarebbero stati accreditati su conti segreti tramite bonifici.

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