L'area Mattarella in pressing sul Pd

Nicola Latorre, braccio destro di D'Alema, verrà nell'Isola portato dagli "antilombardiani". La proposta, lanciata anche a Sel, Rifondazione e Idv, infastidisce non poco l'Mpa

PALERMO. Subito al voto per dar vita poi a una giunta politica frutto dell’alleanza premiata dagli elettori. L’area del Pd che fa capo a Bernardo Mattarella riaccende il dibattito interno. E lo fa annunciando l’arrivo a Palermo di Nicola Latorre: il braccio destro di Massimo D’Alema, finora sponda romana di Lombardo, arriverà il 3 giugno per una manifestazione.



L’annuncio dell’iniziativa di Latorre, vice capogruppo al Senato, arriva a pochi giorni dalle parole di Anna Finocchiaro che ha proposto «una verifica politica che prepari un passaggio elettorale». È la linea su cui si muove l’ala del Pd meno vicina a Lombardo, che si fa forte dei segnali giunti a livello nazionale dalle Amministrative. E così Mattarella chiede di «archiviare definitivamente il sostegno al governo tecnico di Lombardo e confrontarci per aprire una prospettiva politica che abbia una legittimazione popolare».
Non è un no secco a un governo politico con Lombardo ma è l’inversione di un principio che nelle ultime settimane ha portato avanti l’ala Lumia-Cracolici: una giunta politica subito che conduca l’alleanza verso le elezioni. Per Mattarella, che interpreta la linea anche di Bianco e Crisafulli, le elezioni devono invece avvenire prima della giunta politica ma soprattutto «è giunto il momento che il Pd prenda l’iniziativa di proporre un patto democratico per la Sicilia come alternativa al centrodestra berlusconiano partendo dalle forze del centrosinistra per poi coinvolgere anche le forze moderate».



Eccolo l’appello a Sel, Rifondazione e Idv che tanto irrita l’Mpa (Giovanni Pistorio lo ha bocciato esplicitamente). Proprio l’area della sinistra estrema ieri ha aumentato il pressing sul Pd. Per Antonio Marotta, neosegretario di Rifondazione comunista, «il Pd deve uscire dalle scorciatoie politiciste, dalle sperimentazioni di alleanze terzopoliste, e passare all'opposizione dell'attuale governo Lombardo». Per Marotta occorre costruire il «Fronte democratico di centrosinistra» che metta insieme anche «IdV, Sel, Altra Storia, i movimenti e le associazioni». Per Erasmo Palazzotto, segretario di Sinistra e Libertà, «la ricostruzione del Centrosinistra e l'alleanza con Lombardo sono incompatibili, il Pd esca dalle ambiguità e si vada velocemente al voto». Palazzotto boccia «la cultura politica che il terzo polo esprime in Sicilia».



Ma in pressing sul Pd c’è anche l’Udc che con Giampiero D’Alia chiede a Lupo «di convergere sui candidati comuni ai prossimi ballottaggi, sarebbe già questo un buon segnale di cambiamento per i siciliani e un primo passo concreto verso la verifica politica». La costituzione del terzo polo nell’Isola è più lenta che nel resto del Paese. Un’accelerazione potrebbe arrivare dalla nascita, la settimana prossima, all’Ars di un nuovo gruppo che mette insieme la maggior parte dei deputati del gruppo Misto che già oggi sostengono Lombardo. Sarebbe l’embrione di qualcosa da sviluppare nel tempo, ha spiegato Riccardo Savona. Insieme a lui dovrebbero aderire Giovanni Greco (uscito dall’area Miccichè), Pio Lo Giudice e Mario Bonomo (Api) e forse anche l’ex miccicheiano Giovanni Cristaudo. Il capogruppo dovrebbe essere l’ex cuffariano Nunzio Cappadona. In posizione di attesa resta invece Guglielmo Scammacca della Bruca.
In caso di rimpasto politico il neo gruppo - potrebbe chiamarsi Alleanza per la Sicilia - avrebbe il peso per esprimere un assessore (in pole position lo stesso Savona). In ogni caso in questo modo i deputati avrebbero un vantaggio economico. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha recentemente dimezzato i finanziamenti al gruppo Misto. La costituzione di un nuovo gruppo (di cui farebbero parte in pratica le stesse persone) aggirerebbe il paletto e riporterebbe il finanziamento ai livelli dei gruppi collegati a partiti politici.

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