Disastro Amat, tre carri attrezzi per tutta la città

Va a rilento il servizio di rimozione delle auto in divieto di sosta. Il comandante dei vigili urbani attacca l'azienda che «fornisce le proprie prestazioni in difformità rispetto a quanto pattuito»

PALERMO. Solo tre autogrù a disposizione per un territorio di 155 chilometri quadrati e un'attività di rimozione coatta delle macchine che va a rilento. È questa, in sintesi, la situazione di carenza che il comandante dei vigili urbani, Serafino Di Peri, denuncia nell'ennesima lettera inviata al sindaco, ai consiglieri, al ragioniere, al direttore generale e all'ufficio Enti Controllati.
Il comandante attacca l'Amat, la società di trasporto pubblico che, per contratto di servizio, deve garantire il prelievo coatto dei mezzi su segnalazione della polizia municipale. Di Peri contesta che sia rimasto «lettera morta il bando per l'affidamento a terzi del servizio che aveva già ottenuto il parere di conformità dall'ufficio contratti per l'inerzia dell'amministrazione». Proteste anche da parte del prefetto che «lamenta il vulnus dell'apparato di sicurezza delle personalità tutelate».
Intanto, l'azienda messa sotto accusa fa sapere che, con il Comune, esiste un'ampia corrispondenza sul tema e che il servizio in questione è in perdita e vorrebbe cederlo. Inizialmente lo si voleva affidare alla Gesip, ma poi venne chiesto all'Amat di continuare a occuparsene in attesa di un bando per esternalizzare l'attività.

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