Palermo, chiuse 27 sale scommesse negli ultimi 15 giorni

Operazioni della polizia nei quartieri di San Lorenzo, calatafimi, via Cappuccini, Oreto e Brancaccio. Attività illecite di gioco online con un grande, grandissimo pericolo dietro: quello del riciclaggio e di Cosa Nostra

PALERMO. Un giro d’affari clandestino che si allarga sempre di più, con l’ombra della mafia che si allunga inesorabile. Ventisette sale scommesse sequestrate negli ultimi quindici giorni nel capoluogo, tutte nei quartieri di San Lorenzo, Calatafimi, via Cappuccini, Oreto e Brancaccio. Attività illecite di gioco online con un grande, grandissimo pericolo dietro: quello del riciclaggio. Un giro di miliardi enorme, un allarme da non sottovalutare, soprattutto perchè con ogni probabilità dietro a tutto questo c’è Cosa Nostra, sempre pronta e attenta ad ogni minimo cambiamento di «mercato».
Così, con un computer e un semplice collegamento ad internet, è possibile far girare una quantità di soldi illimitata. Che non si sa dove finisce.


Un pericolo che la questura di Palermo, guidata da Nicola Zito, ha già da tempo individuato, ma solo da poco sono partiti i sequestri e le chiusure di questi centri di scommesse online che senza l’autorizzazione e la licenza dell’Aams, ovvero l’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato che regola il comportato del gioco pubblico in Italia, hanno iniziato insesorabilmente a proliferare a Palermo ma non solo. Si parla di un centinaio in brevissimo tempo. Centri che dovevano, sulla carta, solo essere utilizzati come internet point e per le ricariche del telefono.



Alle indagini hanno collaborato anche funzionari del Monopolio, sempre più preoccupati da quello che si può a tutti gli effetti considerare un vero e proprio fenomeno. Dopotutto il sistema è davvero facile che più facile non si può. I gestori di queste sale scommesse via internet, tramite un computer e un collegamento, aprono un conto privato attraverso una società di capitali austriaca che gestisce un server, con sede legale ad Innsbruck. Una società priva delle concessioni rilasciate dai Monopoli di Stato, che avrebbe ramificato in molte regioni italiane un sistema illegale di raccolta di scommesse telematiche online su eventi sportivi igrazie ad una rete capillare di agenzie, piccole e medie, che hanno per molti mesi approfittato di una falla, seppure piccola, che a tutti gli effetti regolarizzava le scommesse telematiche.



L’Austria, seppur facente parte della comunità europea, ha delle regole riguardo il gioco online che sono diverse da quelle italiane, e proprio su questo per molto tempo sembrano aver fatto affidamento i titolari delle agenzie di scommesse. Ma tutti i soldi giocati dove vanno a finire? Questo è il vero problema. Di tutto il fiume di denaro, a volte si perde le tracce. Tanto che la questura di Palermo non esclude per nulla l’ipotesi che dietro a tutto questo ci sia una vera e propria attività di riciclaggio, gestita dalla mafia. Un nuovo, pericoloso giro di affari da miliardi di euro. Gestibile comodamente con un semplice computer.

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