Cassazione, no al dissequestro di villa della moglie di Lombardo

La magistratura in ottobre aveva disposto il sequestro dell'immobile di circa settanta metri quadrati per un presunto abuso edilizio nei pressi di Ispica, nel Ragusano. Il provvedimento restrittivo era stato disposto dal procuratore della Repubblica Francesco Puleio

RAGUSA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Saveria Grosso, la moglie del governatore siciliano Raffaele Lombardo per la rimozione dei sigilli alla villa ad Ispica nel ragusano. Era stato presentato dall'avvocato Salvatore Poidomani del Foro di Modica.     La magistratura in ottobre aveva disposto il sequestro dell'immobile di circa settanta metri quadrati per un presunto abuso edilizio. Il provvedimento restrittivo era stato disposto dal procuratore della Repubblica Francesco Puleio. La casa, realizzata a poche decine di metri dal mare, all'origine era stata acquistata dal governatore che, successivamente, l'aveva donata alla moglie. La difesa sostiene che è stato eseguito il fedele recupero dell'immobile che sarebbe avvenuto dopo un iter amministrativo durato quasi quindici anni, a seguito del quale sarebbero stati ottenuti ben dieci provvedimenti autorizzativi e nulla osta da parte delle pubbliche amministrazioni.

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