Denuncia il pizzo, estorsore arrestato a Palermo

Guglielmo Rubino, della cosca mafiosa di Santa Maria di Gesù, è stato fermato dalla Squadra Mobile grazie al racconto di un imprenditore edile. Gli erano stati chiesti 15 mila euro per "sorvegliare" i cantieri

PALERMO. E' stato arrestato dalla Squadra mobile di Palermo Guglielmo Rubino, 34 anni, gravitante nella cosca mafiosa di Santa Maria di Gesù a Palermo, per estorsione aggravata a un imprenditore edile. E' stato l'imprenditore a denunciare il suo estorsore che si era presentato diverse volte nei cantieri avviati per la ristrutturazione di due scuole nel quartiere di Santa Maria di Gesù. Subito dopo l'inizio dei lavori, a marzo 2009, due individui si erano presentati chiedendo 15 mila euro.
"A questo punto - ha detto il capo della Squadra mobile, Maurizio Calvino - l'imprenditore ha preso tempo, giustificandosi con difficoltà economiche dovuti al fatto che non aveva potuto incassare i mandati di pagamenti degli enti pubblici". Dopo tre mesi, Rubino, questa volta da solo, si è ripresentato al cantiere chiedendo sempre 15 mila euro per la "sorveglianza" mafiosa. Ma anche questa volta l'imprenditore era riuscito a rinviare il pagamento. Dopo diverse richieste, Rubino accompagnato da un altro uomo, è tornato venti giorni fa nel cantiere chiedendo l'immediato pagamento di seimila euro, pena la chiusura del cantiere. "A quel punto - ha proseguito Calvino - l'imprenditore ha chiuso il cantiere ed è andato alla Squadra mobile denunciando le richieste estorsive. Subito, dalla descrizione dell'imprenditore, abbiamo individuato Rubino e abbiamo installato le telecamere". L'imprenditore ha così riaperto il cantiere e subito Rubino si è ripresentato chiedendo tremila euro. A questo punto è scattato l'arresto da parte degli agenti. "Ancora una volta un imprenditore si è messo a disposizione dello Stato - ha detto il questore Nicola Zito - è venuto da noi, ci ha raccontato la sua storia con grande coraggio. Questo ci permette di accelerare i tempi della lotta alla criminalità mafiosa".


Addiopizzo ha commentato in una nota: "Una vicenda esemplare per tutti gli imprenditori e commercianti che ancora pagano e non trovano il coraggio di ribellarsi all'arroganza degli esattori di Cosa nostra. A chi ancora paga il pizzo e ai tanti che pur rifiutandosi di pagare non si ribellano diciamo che la denuncia è l'unica via d'uscita e che se a farlo saremo in tanti e collettivamente saremo tutti più sicuri. Una vicenda, quest'ultima, significativa per la lotta al racket nella quale al coraggio dell'imprenditore si unisce l'efficienza e la competenza ormai nota degli uomini della Polizia di Stato. Un successo per tutte le persone e le Istituzioni impegnate nell'opera di demolizione del sistema culturale ed economico mafioso ma anche un incoraggiamento a continuare ed a moltiplicare gli sforzi di tutti. LiberoFuturo ed Addiopizzo rinnovano l'invito agli imprenditori a denunciare ed ai cittadini-consumatori a sostenerli anche con i loro acquisti. Se sapremo creare un circuito economico solidale e legale potremo liberare intere zone della città e rendere sempre più difficile la vita agli estorsori"

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