Bagnasco a Lampedusa, salta la visita ai clandestini

Il cardinale, presidente della Cei, non ha potuto incontrare i migranti a causa delle tensione che stamane si sono registrare nel centro

LAMPEDUSA. Avrebbe voluto incontrare anche gli immigrati, quelli che si trovano nel centro di accoglienza, il cardinale Bagnasco nella sua visita a Lampedusa. Ma non è stato possibile. Venuto a dire grazie all'isola per quanto ha fatto per i migranti giunti in questi giorni su carrette del mare dall'altra sponda del Mediterraneo, il numero uno della Cei ha visto annullata la visita, in un primo tempo in scaletta, a causa delle tensioni che stamani si sono registrate nel centro.   


Già dalla tarda mattinata di oggi alcuni degli stranieri, che in qualche modo erano venuti a sapere dell'arrivo del porporato, avevano iniziato a gridare: libertà, libertà. Il fatto che si siano verificati, a un certo punto, episodi di autolesionismo, con alcuni immigrati che si sono procurati  tagli con delle lamette, ha indotto ad annullare la visita al centro prevista per le 14.30, anche per evitare che il fenomeno si allargasse e la protesta potesse crescere. Cinque stranieri hanno riportato ferite: due di loro più lievi, altri più serie, in particolare uno di loro, che con la lametta si è procurato un taglio che ha toccato la vena femorale. Soccorsi al poliambulatorio dell'isola, tutti sono già rientrati nel centro. Al momento nella struttura ci sono circa 200 persone, per lo più tunisini destinati al rimpatrio, che si sentono senza speranza e questo spiega la loro reazione.   


Il porporato, che è apparso sinceramente dispiaciuto, ha evitato commenti. L'episodio, del resto, parla da sé perché descrive un'altra emergenza mentre gli sbarchi si prendono una pausa. Anche se il mare calmo e il sole non promettono bene, da questo punto di vista. Ma è anche un episodio da leggere all'interno di una giornata che ha visto Lampedusa accogliere Bagnasco con grande affetto. Un gruppo di bambini delle elementari lo ha atteso all'aeroporto. "L'Italia e l'Europa non dimentichino Lampedusa, che ha bisogno di essere rincuorata e ringraziata: sono qui anche per questo", ha dichiarato poco dopo l'atterraggio. Concetti sviluppati poi nel corso dell'omelia, nella chiesa gremita. Con un richiamo forte all'Unione Europea a fare di più, "a percorrere la strada della unità, che è più profonda della via dell'unificazione: quella tocca le giuste procedure, questa plasma l'anima dei popoli".


"Perché i confini degli stati, oggi, sono quelli dell'Europa". E poi un appello forte a "non alimentare le paure". "Sono venuto a Lampedusa - ha detto Bagnasco - per incrociare il vostro sguardo per dirvi grazie: la vostra accoglienza fatta di gesti semplici è un esempio per quanti parlano molto e fanno poco". Un appello rivolto anche e soprattutto a chi ha responsabilità politica.    La tappa più toccante della giornata è stata l'uscita in mare con le motovedette: arrivati di fronte all'Isola dei Conigli, uno dei punti più belli di Lampedusa, un gruppo di sub della Guardia Costiera si è immerso per portare una corona di fiori sul fondale alla statua della Madonna del Mare e ricordare così l'esodo di tanti migranti dall'altra sponda del Mediterraneo e quanti sono morti in quella traversata. Dalle motovedette sono partiti tre fischi di sirena. Poi un minuto di silenzio. Bagnasco, che è stato per tre anni ordinario militare, ha una marcia in più per entrare nello spirito di momenti come questo e ha seguito la cerimonia indossando un cappello della Guardia Costiera. Qualcuno gli manifesta la sua commozione per le parole che oggi ha rivolto ai Lampedusani e azzarda: "Eminenza, lei farà strada". "Ne ho già fatta tanta".

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