Coppa Italia, Zamparini: finale come scudetto

Il patron rosanero parla anche del futuro: “Rossi? Ci incontreremo a fine stagione, non so se resterà”

ROMA. Per il Palermo la finale di Coppa Italia "è come vincere lo scudetto". Maurizio Zamparini si dice soddisfatto della stagione dei rosanero, impreziosita dal traguardo che vedrà Palermo e Inter in campo per conquistare il trofeo nazionale. "Verdetto scontato? - dice il presidente del club siciliano ospite di Radio anch'io lo sport - Certo, ma con la nostra vittoria...". Ma nel futuro del Palermo potrebbe non esserci Delio Rossi, il tecnico esonerato e poi richiamato dopo la breve parentesi di Serse Cosmi. "A fine campionato ci incontreremo, non voglio disturbare la finale di Coppa Italia - spiega il patron del Palermo - non sarà semplice nemmeno l'aspetto economico. Mi auguro che Rossi rimanga con noi, ma può darsi che non rimanga a prescindere dalla verifica che faremo".
Per Zamparini il neo di una stagione comunque buona sta nei troppi gol incassati dalla squadra. "L'esperienza conta tantissimo, noi dobbiamo farci quella struttura che ci permetterà poi di raggiungere traguardi importanti – continua-. Quest'anno sul livello tecnico siamo stati una squadra molto buona, ma abbiamo preso tanti gol, nonostante in difesa abbiamo diversi nazionali. Il Palermo non può prendere 60 gol in campionato, questo proprio non va bene. Il risultato complessivo del Palermo è comunque buono, condizionato da tanti errori arbitrali che ci hanno tolto almeno 10 punti: abbiamo giocatori con esperienza e giovani di qualità. Del resto noi per competere con le grandi non possiamo prendere quei campioni che si possono permettere club come Inter, Milan, Juve e un po' anche la Roma".
E Zamparini parla anche della battaglia attesa in Lega a Milano sulla distribuzione delle risorse tra grandi e piccoli club. "Io sono uno dei fautori dell'accordo - dice il presidente del Palermo -. Porterò una proposta in cui ci sarà anche il riconoscimento della meritocrazia: nel nostro campionato non investe nessuno perché non ci sono premi come avviene ad esempio in Inghilterra. Dobbiamo riequilibrare quello che i poteri forti hanno scardinato negli ultimi anni. Bisogna fare una gestione come all'estero, tirare via quei giocatori che guadagnano 10 milioni e stanno in panchina".

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