Bagheria, il racket colpisce ancora

In fiamme due autocarri di un'azienda di ortofrutta e di una coop. Tre giovani ripresi dalle telecamere situate all’esterno. Potrebbero esserci legami con altri raid nel territorio

BAGHERIA. L’unica cosa certa, al momento, è che qualcuno nella zona di Bagheria ha il cerino facile. Ma ci sono un paio di elementi interessanti che presto potrebbero portare gli investigatori ad individuare gli autori degli attentati incendiari che da qualche tempo scuotono il territorio. L’ultimo è stato messo a segno ieri notte nel parcheggio in uso a un paio di ditte, sulla statale 113, a pochi passi dallo svincolo dell’autostrada. Ancora una volta gli attentatori sono entrati in azione di sabato notte, e ancora una volta sono stati ripresi dalle telecamere, così com’era successo un mese e mezzo fa, quando nel mirino finì l’autosalone «Calicar» di Casteldaccia. Stavolta il raid ha colpito un’area di sosta privata. Le telecamere, piazzate all’esterno del parcheggio, hanno ripreso quasi tutto. Nelle immagini recuperate dagli agenti del commissariato di Bagheria si vede un’auto che si ferma davanti al muro di cinta, due giovani che scavalcano (mentre il terzo complice li attende in auto con il motore acceso), poi le fiamme che divampano e i tre che fuggono a tutta velocità. 
L’incendio ha divorato due autocarri con le motrici: il primo, un Iveco Eurostar con il rimorchio, è intestato alla ditta «Gargano Ortofrutta»; il secondo, un Iveco Magirus senza rimorchio, risulta in uso alla cooperativa sociale Transervice, con sede in via Carlo Puleo. Non è ancora chiaro da quale dei due mezzi si sia sviluppato il rogo, gli esperti dei vigili del fuoco hanno lavorato infatti tutta la notte per cercare tracce o indizi che potessero ricostruire la dinamica.
Di sicuro si sa che le fiamme sono state appiccate poco dopo l’una e che i danni ammontano a diverse decine di migliaia di euro. I titolari delle due ditte, ascoltati dalla polizia, hanno negato di avere subìto minacce o richieste estorsive. Anche se è questa la pista privilegiata dagli investigatori. Del resto la dinamica e le modalità ricordano una serie di roghi appiccati di recente nella zona di Bagheria, dove sembra esserci un grosso fermento. L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, risale alla notte tra il 2 e il 3 aprile e coinvolse l’autosalone «Calicar» di Gianluca Calì, a Casteldaccia: in quel caso un paio di giovani — anch’essi ripresi dalle telecamere piazzate all’esterno dell’esercizio commerciale — distrussero quattro auto parcheggiate nella piazzola. 
Da qualche mese a questa parte le forze dell’ordine hanno registrato un’escalation di attentati nella zona. Nella maggior parte dei casi la dinamica è praticamente identica. Anche il giorno scelto per entrare in azione è sempre lo stesso: il sabato. Il che fa pensare alla stessa mano o, comunque, alla stessa regia. Di sicuro anche questi elementi, assieme alle immagini delle telecamere, potrebbero dare un grosso contributo alle indagini.

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