Falso in bilancio all'Amia, chiesti due anni e mezzo per Galioto

Dal Pm le richieste più alte per l'ex presidente e per il direttore generale Orazio Colimberti. Sotto processo davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo ci sono gli ex amministratori dell'azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimenti dei rifiuti

PALERMO. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna per tutti gli imputati del processo sul falso in bilancio dell'Amia. Sotto processo davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo ci sono gli ex amministratori dell'azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimenti dei rifiuti.
Le pene più alte, due anni e sei mesi ciascuno, sono state chieste richieste per l'ex presidente dell'Amia, ENZO GALIOTO, e per l'ex direttore generale della società, ORAZIO COLIMBERTI.
Sotto accusa anche tre membri dell'ultimo cda cioé ANGELO CANZONERI, FRANCO ARCUDI (un anno cuascuno) e GAETANO MENDOLA (8 mesi) e tre componenti del precedente collegio sindacale, ANTONIO GIUFFRE' (un ano e otto mesi), GIUSEPPE COSTANZA e CAMILLO TRIOLO (un anno ciascuno) e l'ex revisore dei conti, DOMENICO NAPOLI (8 mesi). Nei confronti dell'Amia, imputata, in qualità di persona giuridica, il pm Carlo Marzella ha chiesto l'applicazione di un'ammenda di centomila euro. Si torna in aula il 19 maggio. Davanti al collegio presieduto da Vincenzina Massa interverranno i legali di parte civile.

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