Quella scossa forte che ha ridato energia al Palermo

Il ritorno dopo l'esonero ha ridato motivazioni, stimoli a Rossi che ha riscoperto il piacere di allenare e vincere. E adesso si può davvero provare a scrivere la storia

E adesso proviamo davvero a scrivere la storia. Quella fatta di vittorie, di albi d’oro, di trofei in bacheca. Insomma, di cose portate concretamente a termine e non di sogni ad occhi aperti. L’impresa è possibile, certo più di quanto non lo fosse stata nelle prime due finali di Coppa Italia. In attesa di scrivere il capitolo più bello della storia rosanero il Palermo ha salvato la sua stagione. Perchè la qualificazione per la finale di Coppa Italia è una specie di salvacondotto per il paradiso e tutto quello che è accaduto da settembre oggi non conta più. C’è già la finale, c’è un posto in Europa e anche se mancano punti rispetto allo scorso anno la missione di un’altra annata ad alti livelli è stata compiuta. Anche nei giorni più bui spesso abbiamo sostenuto che sarebbe bastato arrivare a Roma per ribaltare ogni giudizio sulla stagione in corso. E così è stato.
Il Palermo è stato bravo a farsi trovare pronto all’appuntamento più importante. Con tutti i suoi calciatori al meglio e con l’enstusiasmo giusto. Come sia stato possibile non lo sappiamo, però un’idea ce la siamo fatta. Perchè in fondo l’esonero e il ritorno di Rossi in panchina hanno restituito alla squadra lo spirito che aveva perso. Ci voleva una scossa forte perchè il tecnico riscoprisse il piacere di allenare e vincere con questo gruppo. E perchè questo gruppo riscoprisse il piacere di ascoltare le sue parole. E senza volerlo Zamparini l’ha data (la scossa) chiamando Cosmi, che ha avuto l’effetto di un elettrochoc per il Palermo e per il suo tecnico. Che è tornato rimotivato, ristimolato nell’orgoglio, con la rabbia giusta per portare a termine il suo lavoro e dimostrare le sue ragioni. Quella rabbia che non aveva mostrato nè a Bologna, nè in casa contro l’Udinese.
La ricostruzione sarà anche fantasiosa, però non si può dire semplicemente: «Abbiamo avuto un mese e mezzo di black out». Senza spiegare, senza provare a capire. Magari, come capita spesso nel calcio, s’è trattato solo di ritmi e bioritmi, di cicli e anticicli senza motivi precisi però l’ultimo Rossi c’è sembrato ben diverso dal penultimo, anche per quanto ha fatto martedì in campo (bravissimo a capire subito che non era partita per Acquah) e fuori dal campo (altrettanto bravo a trascinare il pubblico del Barbera).
Al tecnico di Rimini manca l’ultimo tassello per scrivere il capitolo più bello della storia rosanero. Poi chissà cosa deciderà. Da oggi inizia la lunga attesa per Roma, che poi - per chi resta - vuol dire anche Pechino. Ogni allenamento e ogni partita saranno utili per capire chi meriterà di giocare nella serata più importante della stagione. Ci sono due ruoli da definire per le squalifiche di Bovo e Bacinovic e già da domenica a Genova cominceremo a scoprire il Palermo che proverà ad alzare al cielo la Coppa.

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