Ovazione per il "Barbiere" di Dario Fo al Bellini di Catania

L'opera rossiniana ha debuttato ieri nella versione del premio Nobel per la Letteratura, raccogliendo applausi scroscianti per l'intero cast, l'orchestra e lo stesso protagonista. In replica fino al 19 maggio

CATANIA. Giocoso, allegro, dinamico, inarrestabile. Il rossiniano “Barbiere di Siviglia” nella versione di Dario Fo è puro divertimento. Uno spettacolo apprezzato dal pubblico della “prima” che ieri sera ha applaudito a lungo il debutto dell'opera al Bellini di Catania, nell'allegra lettura offerta dal premio Nobel per la Letteratura. E che sembra essere stato anche molto apprezzato da Nicoletta Mantovani Pavarotti, che era tra gli spettatori.
E' stato un grande successo annunciato, che vede protagonista lo stesso Dario Fo: a lui gli esigenti melomani del Bellini hanno riservato un'ovazione al termine dello spettacolo. Applausi convinti e scroscianti anche per l'intero cast di cantanti, acrobati, danzatori, giocolieri, il coro diretto da Tiziana Carlini, e l'orchestra condotta dal direttore artistico del Bellini di Catania, Will Humburg. E' stato uno spettacolo corale, completo, del tutto diverso da un tradizionale allestimento d'opera, che ha piacevolmente sorpreso il pubblico per un'azione interminabile, cominciata già durante l'ouverture e conclusasi soltanto sull'ultima nota. Senza una pausa: non c'é stato nemmeno un solo minuto per “rifiatare”, i cantanti sono rimasti fermi sulla scena, con continui cambi, manovrati durante l'azione, come parte dello spettacolo.
Il premio Nobel, che ha seguito da un palco del primo ordine il suo “Barbiere” catanese, è apparso alla fine soddisfatto della riuscita di uno spettacolo che gli sta cucito addosso, e non soltanto perché oltre alla regia ne firma anche scene (arrivate da Amsterdam), costumi e luci, ma proprio perché riflette pienamente l'uomo e l'attore - Dario Fo. Applausi convinti per il Figaro di Christian Senn, per la Rosina di Anna Bonitatibus, per il Don Basilio di Simone Alaimo. Gradimento anche per Mario Zeffiri (il Conte d'Almaviva) e per Alberto Rinaldi (Don Bartolo) come pure per i comprimari Graziella Alessi (Berta), Giuseppe Esposito (Fiorello), Alfio Marletta (un ufficiale).
Il rifacimento di Fo, come annunciato dallo stesso regista, ha mostrato un “Figaro ruffiano, pronto a servire chi lo paga”, di un Conte “padrone, con una corte attorno, che gli obbedisce per sopravvivere e mantenere privilegi”, e di una Rosina “vergine da sacrificare al drago”. Nonostante «la storia sia attuale», il premio Nobel per la Letteratura ha ribadito di reputare «banale cercare dei precisi riferimenti all'attualità», anche se, ha osservato, «quella italiana fornisce molti spunti».
Lo spettacolo si replica al Bellini di Catania per sei sere, fino al 19 maggio prossimo.

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