Festa rosanero al Politeama

Dopo il fischio di Rocchi i tifosi palermitani si sono riversati in centro per festeggiare

PALERMO. Orgasmo rosanero in piazza Politeama. Al fischio finale della partita tra Palermo e Milan, un gruppo di tifosi rosanero si è riversato dallo stadio verso il centro per colorarlo di rosanero. Erano circa un migliaio ieri sera intorno a mezzanotte a far sventolare le bandiere del Palermo e a intonare cori per festeggiare la qualificazione per la terza finale Coppa Italia per il club di viale del Fante. Le prime sciarpe e bandiere fuori dai finestrini delle auto si sono cominciati a vedere fin da piazza Vittorio Veneto con il suono dei clacson che accompagnava il loro passaggio.
Ma il vero delirio è partito da piazza Croci. Da lì in poi traffico paralizzato. Poche centinaia di metri più avanti, infatti, prendeva vita la festa dei tifosi del Palermo. Facce colorate di rosa, macchine e motorini impazziti che sfrecciavano lungo piazza Castelnuovo con i clacson perennemente ammaccati da chi guidava. Ma soprattutto sciarpe, e bandieroni e tifosi con magliette del Palermo di tutte le recenti annate calcistiche che si sono andati a sistemare nel tratto di via Libertà che segna il limite delle piazze Castelnuovo e Politeama. E pazienza se c'è stato chi è rimasto bloccato nel traffico in tilt. Si, perché invece di imprecare, come succede quando ci si ritrova in situazioni simili a mezzogiorno, per chi riusciva a muovere la propria macchina ogni cinque minuti è stato come un modo di partecipare a una festa in cui ci si è ritrovati per caso. E allora altri clacson a fare parte degli strumenti più utilizzati in questa festa. C'erano perfino cinque ultras arrampicati sopra una pensilina dell'Amat a fare muovere tre grandi bandieroni. E poi la «musica» dei cori. «Rosanero alè» e «Andiamo a Roma».
C'è chi ha preferito non scendere in piazza, perché aveva un posto in prima fila per il tripudio rosanero. Ecco allora che alcune famiglie si sono affacciate su via Libertà dai balconi, ballando e sventolando le proprie sciarpe. Per una volta scene di questo tipo non hanno riguardato una vittoria della Nazionale italiana ai mondiali, ma sono state finalmente la cornice di un traguardo importante per la squadra della città. E in barba alla scaramanzia, c'è anche chi diceva all'amico tifoso accanto: «Torneremo qui il 29 maggio».

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