Sicilia, Economia

Tir, una settimana di sciopero

Stop al trasporto dell'ortofrutta e blocchi stradali nei punti di accesso alle città. Da lunedì previsti disagi in Sicilia

PALERMO. Una settimana di stop al trasporto dell’ortofrutta e blocchi stradali che ostacoleranno il traffico nei punti di accesso alle grandi città. Rotte le trattative fra governo nazionale e principali associazioni autonome, gli autotrasportatori passano all’attacco e tornano a una forma di protesta che nell’ottobre del 2000 mise in ginocchio la Sicilia per alcune settimane. Ora si riparte da lunedì prossimo.
L’Aitras, principale sigla autonoma siciliana, ha sposato la protesta di Trasportounito che raggruppa altre sigle a livello nazionale. La protesta punta a correggere alcuni limiti imposti dal nuovo codice della strada e a ottenere la proroga dei contributi che abbattono il costo del biglietto per chi sceglie di percorrere un tratto del viaggio in nave piuttosto che intasare le autostrade. 
L’Aitras ha diffuso ieri la mappa dei blocchi stradali: i tir si fermeranno lungo la carreggiata, come ha spiegato il leader dell’associazione, Salvatore Bella. Due i blocchi a Palermo: il primo verrà fatto in via Francesco Crispi, all’altezza dell’ingresso principale del porto, e il secondo sarà posizionato all’imbocco della rotonda di via Oreto. Sarà quasi impossibile lasciare la città o entrare.
Blocchi anche a Catania, all’entrata del porto dalla parte della playa e al casello di San Gregorio prima dell'imbocco per l'autostrada. A Messina i blocchi saranno sistemati all’uscita Tremestieri direzione nord e sud, in via Boccetta e al porto Rada San Francesco. Infine, i tir si sistemeranno anche a Termini Imerese, all’ingresso del porto e nei pressi dello svincolo autostradale per l’agglomerato industriale.
Nel volantino diffuso ieri l’Aitras invita anche gli autotrasportatori a istituire altri presidi che dovranno però essere comunicati in anticipo alle prefetture. «La protesta - spiega Salvatore Bella - nasce dal fatto che il nuovo codice della strada impone di non viaggiare per più di nove ore, che diventano 18 se a bordo ci sono due piloti. Ma così, per un siciliano, non si arriva nemmeno a Firenze. E i prodotti che trasportiamo devono arrivare per forza entro 24 ore». Il settore si occupa principalmente dei prodotti ortofrutticoli: «Alla nostra protesta - aggiunge Bella - aderiscono almeno 5 mila dei 7 mila autotrasportatori che si occupano di ortofrutta. Abbiamo già comunicato che da lunedì, e fino al lunedì successivo, mattina non verranno caricati i tir e che dunque si bloccheranno i mercati di Vittoria e Pachino così come le serricolture di Licata. Suggeriamo agli agricoltori di non raccogliere i prodotti». 
L’altro motivo della protesta ruota intorno al mancato rinnovo del contributo per le cosiddette autostrade del mare, che permette di abbattere del 30% il costo dell’imbarco dei tir dalla Sicilia verso le principali mete italiane. Negli stessi giorni i tir si fermeranno in tutta Italia per protestare anche contro il caro-gasolio. Mercoledì scorso una prima protesta degli autotrasportatori ha visto l’arrivo dei Tir sotto la sede del ministero dei trasporti a Roma. Giovedi al ministero sono convocate le principali sigle del settore ma Trasportounito, col presidente nazionale Franco Pensiero, fa sapere che «l’incontro verte su un protocollo d’intesa vecchio di un anno e che comunque noi non avevamo sottoscritto».

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