Marrocco: nessun accordo politico col Pd all'Ars

Il capogruppo dei figiani: "Stiamo lavorando per la costruzione di un nuovo centrodestra. Ma è difficile un ritorno col Pdl"

PALERMO. I finiani lavorano per la costruzione di un nuovo centrodestra. Non ci sarà un accordo politico col Pd all’Ars. E anche alle Amministrative di fine mese, se si andrà al ballottaggio, Fli sceglierà il centrodestra. Livio Marrocco, capogruppo dei finiani all’Ars, traccia la rotta del partito in Sicilia all’indomani di un convegno a Catania in cui i finiani sono tornati a dialogare con Miccichè.

All’Ars siete stati fra quanti hanno stoppato il maxiemendamento proposto dal Pd per integrare la Finanziaria. Perché?
«Il 90% delle nostre proposte puntava all’eliminazione di enti inutili. Ma è stato escluso dal testo per l’ostruzionismo dell’opposizione. A quel punto il maxiemendamento rischiava di essere solo una norma di spesa. Ma ora l’Ars ha l’occasione di varare entro l’estate la riforma degli appalti e la legge sulla formazione».

Due leggi da qui a luglio, non le sembra poco? Non è che si finirà a parlare solo di rimpasto?

«Mi auguro di no ma non posso escluderlo».

Ma esclude che Fli entri in una giunta politica col Pd?

«Mi pare molto difficile un accordo politico di questo genere col Pd. Anche perchè chi lo propone punta a legarlo a un vincolo elettorale che noi non potremmo condividere. Siamo nati per ricostruire il centrodestra, che oggi non c’è più, e non possiamo certo farlo col Pd».
Al convegno di Catania il suo coordinatore, Pippo Scalia, ha detto che l’obiettivo è ricostituire il blocco che portò al 61-0.

«Noi stiamo aprendo un dialogo con chi questo centrodestra non lo condivide. Non a caso a Catania Scalia si è rivolto a Giampiero D’Alia dell’Udc, che era presente. Ma proviamo anche a convincere l’Mpa a non svoltare a sinistra».

E col Pdl, come la mettete?

«Mi pare difficile tornare col Pdl. Con Forza del Sud la situazione è diversa. Può darsi. Ma Fli resterà comunque un partito, escludo esodi o fusioni. Anzi, stiamo lavorando per ampliare il nostro gruppo all’Ars».

Allora votereste Miccichè alla presidenza della Regione?

«Mi pare molto presto per parlare di queste cose. E comunque Miccichè non è il mio candidato preferito».

Alle Amministrative il terzo polo in Sicilia si è diviso. Se si andasse ai ballottaggi, voi che fareste?

«Non ci precludiamo nulla. Bisogna vedere chi va ai ballottagi. E comunque, noi siamo di centrodestra. È Lombardo che tenta di convincere il terzo polo a svoltare a sinistra».

Dunque, niente accordo politico col Pd e avanti per ricostruire il centrodestra. Ma alla Regione c’è un governo con i tecnici del Pd
.
«Il governo tecnico è un’epserienza che sta iniziando a dare i suoi frutti. Per noi deve continuare. È nato da un appello di Lombardo per sostenere le riforme. E le riforme all’Ars stanno per partire».

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