Lampedusa, in quei soccorsi il meglio degli italiani

Chi, tempo fa, disse: «Italiani brava gente», certamente non sbagliava. Siamo un popolo di brava gente che periodicamente esprime eccellenze significative in tutti i frangenti difficili.
L'altra notte, sulle coste di Lampedusa, stava per compiersi una tragedia di dimensioni spaventose. Un barcone proveniente dalla Libia con un carico di 500 persone, stava per schiantarsi sugli scogli antistanti l'approdo. Il barcone era stato già intercettato dalla marineria maltese, che si era limitata ad indirizzarlo verso Lampedusa. A bordo del natante sgangherato c'erano uomini della guardia di finanza, che hanno tentato di dirigerlo verso l'imbocco del porto. Ma all'improvviso il timone ha ceduto, perché i negrieri che trattano vite umane non verificano l'efficienza dei loro scafi, se ne infischiano. Così il barcone è finito sugli scogli. Tutti i passeggeri si sono buttati in mare (compresi i bambini, gli anziani e le donne incinta) e il viaggio si sarebbe trasformato in una tragedia se non fosse scattato l'istinto umanitario degli «italiani brava gente».
Un ufficiale della Guardia di Finanza, Marco Persi, ha cercato di reagire al disastro, e ha organizzato una catena umana per trarre in salvo tutti gli sventurati che si erano lanciati in mare. Di questa catena facevano parte uomini della capitaneria, dei carabinieri, della polizia, semplici cittadini che non potevano restare insensibili di fronte al pericolo che incombeva sui migranti.
Pur nella concitazione dell'ora, nell'assenza di un piano preciso che andasse al di là della generosità dei singoli, l'operazione salvataggio è riuscita. Tutti i passeggeri del barcone sono stati tratti in salvo e l'ufficiale della guardia di finanza ha potuto esprimere i suoi sentimenti commuovendosi davanti alle telecamere del Tg3.
Anche noi ci siamo commossi e riteniamo abbiano provato la stessa emozione moltissimi dei telespettatori.
Marco Persi, ufficiale e gentiluomo, ma soprattutto uomo fra gli uomini con una carica di solidarietà e di coraggio così rari in questo tempo di egoismi diffusi. Forse non gli daranno nessuna medaglia, ma noi sappiamo che a Lampedusa è diventato eroe. I Paesi normali sono fortunati quando non hanno bisogno di eroi, noi ne abbiamo ancora bisogno.
Non sappiamo come l'Unione europea, così avara di riconoscimenti all'Italia e così prodiga di bacchettate, valuterà questo episodio di straordinaria umanità. I tecnocrati sono spesso insensibili alla verità e agli slanci nel valutare la statura di un popolo.
Non ha importanza noi ci contentiamo della consapevolezza di aver mostrato il meglio della nostra gente in occasione di una possibile sciagura del mare. Siamo immersi nel Mediterraneo da secoli e abbiamo una tradizione di solidarietà e di accoglienza la nostra legislazione deve tener conto di tutto: dell'esigenza del Paese e dell'umanità della sua gente. Uno Stato ordinato serve a tutti: ai cittadini e a quelli che bussano sulle carrette del mare alle nostre porte. Ma oggi siamo con l'ufficiale delle fiamme gialle, che ci rappresenta più di ogni intervento politico.
L'Italia è sempre l'Italia, in quel mare che non è nostrum, ma che parla al nostro cuore di cittadini non giovanissimi.

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