Tre palermitani sfidano ex campioni di Formula 1

Beppe Barresi, Marco Maneschi e Francesco Mannino, rispettivamente architetto, dentista e assicuratore hanno fondato un piccolo team che si è cimentato a Spa contro vecchie glorie dell'automobilismo

PALERMO. Questa è la storia di chi alla passione ha dato forma, trasformando i sogni in momenti di vita. E ieri - per capire fino a che punto - un architetto, un dentista e un assicuratore palermitani a quasi sessant’anni hanno sfidato fra le mitiche curve di Spa in Belgio ex campioni di Formula 1 come Alex Caffi e Philippe Alliot e giovani talenti dell’automobilismo.
Questa è la storia di Beppe Barresi, Marco Maneschi e Francesco Mannino. L’architetto, il dentista e l’assicuratore che hanno dato vita a un team tutto siciliano con sponsor isolani e che per questo si chiama appunto Island Motorsport. I tre hanno fatto adesso quello che qualunque pilota inizia da bambino. «Nel 2003 col Vela Club Sicilia - racconta Barresi - abbiamo cominciato a correre con i kart e abbiamo anche organizzato gare di endurance». Lui, che già da giovane faceva l’apripista alla Targa Florio e l’ufficiale di gara Csai, ha anche organizzato la prima spedizione europea a una 24 ore di kart americana, a Miami nel 2007.
Ma poi, si sa, i sogni si fanno sempre più belli. E la sfida è rincorrerli. E allora ecco che nel 2008 i tre palermitani hanno deciso di creare un team e partecipare a uno dei campionati più appassionanti che si corrono negli autodromi europei in cui è stata scritta la storia dell’automobilismo. Acquistata in Francia una vecchia Juno del 2007 motorizzata Honda per 45 mila euro, i tre hanno partecipato alla Speed Euro Series, categoria che apre gli appuntamenti della Le Mans Series. Come è andata a finire? Da tre anni il team palermitano cresce di continuo. Poi sul circuito di Le Castellet, nella gara di apertura di questa stagione, i tre hanno conquistato un decimo, un ottavo e un quinto posto su 25 partecipanti ben più quotati e attrezzati. E in classifica ora sono già all’ottavo posto, davanti a ragazzini allevati dai grandi team per prepararsi alla F1.
Di strada il team siciliano ne ha fatta, anche se sempre col passo romantico di chi non si accontenta di sognare. «Adesso - racconta Barresi - abbiamo acquistato una Juno del 2009 molto più potente. Ma è sempre la passione che ci guida. Dobbiamo stare attenti a non romperla perchè le trasferte e i pezzi di ricambio costano. E possiamo quindi provare poco. Infatti in qualifica non brilliamo. Ma in gara recuperiamo sempre».
E ieri i tre si sono ritrovati a sfrecciare sulla discesa che porta alla mitica curva dell’Eau Rouge-Radillon. Per intenderci, quella in cui Senna guadagnava tre decimi a giro sugli avversari perchè aveva il coraggio di farla a tutto gas. «In effetti - conclude Barresi - quella curva mette i brividi. In tanti in prova hanno sbattuto distruggendo la macchina e rischiando di farsi male. Ma noi le abbiamo preso le misure». Gara 1, ieri, è finita con un diciassettesimo posto solo per un via di un guasto. Ma oggi si torna a correre in gara 2.

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