Armao: "Risanamento completo, si apre la fase delle riforme"

L'assessore regionale all'Economia difende la manovra appena approvata: "Il bilancio più difficile degli ultimi anni, ma con noi minori spese per 500 milioni"

PALERMO. Sfida l’Ars sulle riforme, vede uno Stato che ostacola la Regione e garantisce che i conti sono comunque in ordine. L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, difende la manovra appena approvata e usa il suo humor inglese per rispondere alle critiche del presidente dell’Ars, Francesco Cascio.

Nella manovra sono mancate le riforme annunciate. Perchè?
«È stato il bilancio più difficile degli ultimi anni, forse dell’intera storia della Regione. Abbiamo comunque portato a termine un’azione di risanamento che ha permesso di arrivare a minori spese per 500 milioni. Sulle spese correnti c’è un taglio del 3,6%. Il mutuo è poco più alto dell’anno scorso, da 862 a circa 900, ma solo perchè abbiamo dovuto anticipare i fondi Fas che lo Stato continua a non darci. Alcune scelte del governo nazionale ci hanno reso il cammino più difficile. Così non si aiuta di certo la nostra azione di risanamento».

Però il presidente dell’Ars sostiene che avete tentato di forzare la mano inserendo in extremis un guazzabuglio di norme. Cosa risponde?
«Le norme a cui Cascio si riferisce erano state presentate per tempo, a novembre. Ma lui le ha stralciate. Ora le abbiamo trasformate in disegni di legge collegati alla Finanziaria e si apre la fase delle riforme. Servirà una certa sobrietà degli organi istituzionali di garanzia. Ricordo che Giuseppe Alessi da presidente dell’Ars diceva che da arbitro non si possono dare calci al pallone. Vale ancora, anche se si gioca bene al calcio nel tempo libero».

Che tempi prevede per le riforme che avete ripresentato all’Ars?
«La settimana prossima inizia l’esame in commissione. La sfida delle riforme adesso è tutta sull’Ars. Il governo ha dato tutta la sua spinta propositiva. Anche sul piano di riduzione della partecipate, presentato da qualche mese, attendiamo il parere vincolante della commissione. Il governo è pronto anche per attivare le zone franche urbane ma servono i fondi Fas dallo Stato. Non ci fermeremo alle riforme, siamo pronti a varare un piano di investimenti da 350 milioni».

I regionali si chiedono se ci sono i soldi per il rinnovo del contratto.
«Buona parte è contenuta nel bilancio. Ma in Finanziaria c’erano norme che regolavano le procedure e purtroppo sono cadute. Ciò creerà qualche problema».

Se questo è stato difficilissimo, l’anno prossimo che bilancio sarà?
«Completamente diverso. Entro un mese e mezzo arriveremo all’accordo con lo Stato sul federalismo regionale. A quel punto potremo contare su 8/10 miliardi di entrate in più anche se dovremo sostenere costi su materie che ci verranno delegate. Ma ci sarà più margine di manovra».

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