Mafia, confermata condanna a funzionario del Comune di Marsala

Otto anni di carcere per Rosario Esposto, ex ingegnere capo. Questa la sentenza da parte della Corte di Cassazione

MARSALA. La prima sezione della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza con cui, il 13  aprile 2010, la Corte d'appello di Palermo condannò a 8 anni di carcere l'architetto Rosario Esposto, 64 anni, ex ingegnere capo del Comune di Marsala, processato per associazione mafiosa, turbativa d'asta ed intestazione fittizia di beni ad altri. Confermate anche le altre condanne: quelle inflitte al  presunto mafioso Vincenzo Zerilli, 70 anni, accusato di essere  stato il tramite tra Cosa Nostra e il mondo della politica e  della burocrazia comunale marsalese, anch'egli condannato a 8  anni di carcere, e al 53enne imprenditore Vito Russo (7 anni e 8  mesi di carcere), accusato di essere stato assoldato dalla mafia  per taglieggiare altri imprenditori. Il processo era scaturito dall'operazione antimafia  "Peronospera III", del 31 ottobre del 2005. L'inchiesta della  Dda di Palermo consentì di scoprire un "intreccio fra  politici, imprenditori e boss mafiosi per il controllo degli  appalti pubblici e la gestione delle estorsioni". All'indagine,  coordinata dai pubblici ministeri Massimo Russo e Roberto  Piscitello, un contributo determinante fornirono anche il  pentito Mariano Concetto, ex vigile urbano, e l'ex consigliere  comunale dell'Udc Enzo Laudicina. A quest'ultimo e all'ex  deputato regionale Onofrio "Norino" Fratello furono notificati  avvisi di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa  e per turbativa d'asta. Entrambi, il 23 novembre 2006 sono stati  condannati dal gup di Palermo Antonella Consiglio. Fratello ad  un anno e mezzo, Laudicina ad un anno.  

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