Goian: "Testa già al Milan"

Il difensore rumeno ha amesso che il pensiero della squadra è già rivolto alla sfida che vale la finale di Coppa Italia contro i rossoneri. E poi un augurio: "Spero che Rossi rimanga per il bene del Palermo"

PALERMO. Senza ipocrisia, con un sorriso e uno sguardo che parlano da soli. L’italiano di Dorin Goian è migliorato e continua a migliorare. Ma per fare capire che la testa dei giocatori rosanero è già proiettata alla sfida col Milan, che andrà in scena tra sette giorni, è bastata l’espressione disegnata sul viso del gigante della difesa del Palermo. Magari non dirà mai che il pensiero alla semifinale di Coppa Italia ha anche condizionato la scadente prova di Parma, ma Goian ha ammesso oggi in conferenza stampa a Boccadifalco che la squadra, nel preparare la prossima gara di campionato in casa col Bari, ha già cominciato a pensare alla super sfida contro i rossoneri.

Verso il Milan, dimenticare Parma. Proprio per il match che vale una stagione, la parola d’ordine per il difensore rumeno è dimenticare. «A Parma è stata partita strana, abbiamo iniziato male. E nelle ultime tre partite nei primi cinque minuti è sempre stato così e non è normale cosa del genere. Ora dobbiamo dimenticare questo passaggio a vuoto e proiettarci alla partita contro il Bari, anche se sono sicuro che abbiamo già cominciato a pensare al Milan. Per il Palermo questa è una partita molto importante, possiamo scrivere una pagina di storia. Coi rossoneri non dovremmo ripetere certi errori».

La natura offensiva del Palermo. E sugli errori di cui parla Goian, il reparto messo più di tutti sotto accusa è proprio la difesa. Ma il centrale rumeno ha una spiegazione per tutto ciò. «Quando prendi tanti gol, noi difensori siamo i primi a essere incavolati (il termine usato da Goian è stato un altro, ndr). Noi cerchiamo di lavorare di più, ma dobbiamo anche essere sinceri. Il Palermo è questo, è una squadra alla quale piace attaccare, perché questa è la sua natura».

Attaccare il Milan. Ma questo atteggiamento sempre all’attacco non dispiace a Goian. Tanto che il difensore rosanero quasi invita la squadra a non ripetere la prestazione che ha portato all’unica vittoria di Cosmi col Palermo proprio contro il Milan e proprio quando Goian è stato il match winner dell’incontro. In quella partita la difesa è stata la chiave per la vittoria, ma in questo caso Dorin consiglia un’altra strada. «È vero, col Milan in campionato abbiamo vinto difendendoci. Ma avevamo anche un altro sistema di gioco perché sostanzialmente eravamo schierati con cinque giocatori dietro, perché anche Balzaretti e Darmian difendevano. Martedì. Però, non dobbiamo giocare così in maniera difensiva. Abbiamo giocatori in avanti con grandi qualità e dobbiamo cercare di fare male».

Corpo a corpo Ibra-Goian. A fare male al Palermo, invece, il primo che ci proverà sa Ibrahimovic. Come a San Siro nella gara d’andata, l’arduo compito di marcare lo svedese toccherà probabilmente a Goian. «A Milano è stata la prima volta in cui ho dovuto marcarlo. Si tratta di un giocatore fortissimo che può sempre fare la differenza».

Miccoli, arma in più. Un’arma in più per il Palermo, invece, può essere rappresentata da Miccoli secondo il gigante rosanero. «Miccoli è stato infortunato, ha lavorato poco con noi. Spero migliori perché abbiamo bisogno di lui. Sinceramente senza il capitano spesso la squadra ha sofferto».

Avanti con Rossi per il bene del Palermo. Goian parla anche di bilanci e di futuro.«Difficile darmi un voto in questa stagione, perché quest’anno sono stato per un lungo periodo infortunato. Personalmente, però, ho sentito più fiducia da parte della gente e sono contento di questo. Anche quando sono stato infortunato, i tifosi che mi incontravano mi hanno». Se chiedi, invece, a Goian del suo futuro a Palermo, il difensore rumeno preferisce non rispondere, ma di una cosa è certo. «Sarebbe importante sapere che Delio Rossi rimane qui anche l’anno prossimo, non solo per me, ma anche per gruppo, tifosi e società. Ha fatto bene al Palermo. Se lui rimane, saremmo molto contenti. Non dipende da noi, ma spero resti».

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