Strage del rapido 904: “Il mandante fu Riina”

Ordinanza di custodia cautelare per il boss, nell’inchiesta sull’attentato del 1984 che provocò 15 morti. “Fu la prima risposta ai mandati di cattura del maxi processo”

NAPOLI. Un'ordinanza di custodia cautelare é stata emessa nei confronti del boss di Cosa Nostra, Totò Riina, nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli, sulla strage del rapido 904, che causò 15 morti, avvenuta il 23 dicembre 1984. Riina è indicato come mandante della strage, per la quale è stato già condannato con sentenza definitiva, tra gli altri, il boss mafioso Pippo Calò.
Dall’inchiesta emerge che la strage del rapido 904 sarebbe stata la prima risposta ai mandati di cattura relativi al maxi processo a Cosa Nostra emessi nel settembre 1984 dai giudici Falcone e Borsellino. Dalle dichiarazioni fatte da vari collaboratori di giustizia é emerso che almeno una parte dell'esplosivo utilizzato per la strage sul treno sarebbe stato trasportato presso la stazione centrale di Napoli ed introdotto sul treno ad opera di camorristi attivi nelle zone della Sanità e di Forcella.
La strage del rapido 904 si inserì in un preciso disegno strategico di Riina il quale aveva deciso in sostanza di fare apparire l'attentato come un fatto "politico" allo scopo di sviare l'attenzione dello Stato dal vero problema, ovvero l'identificazione dei mandanti della strage.

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