Finanziaria, riunioni all’Ars a caccia dell’intesa

Incontri informali tra maggioranza, opposizione e governo. Tra gli obiettivi sfoltire il maxiemendamento

PALERMO. Per cercare di raggiungere una intesa sulla manovra finanziaria, a Palazzo dei Normanni sono in corso riunioni informali tra maggioranza, opposizione e governo, mentre in aula in mattinata è prevista la discussione generale sui documenti economico-finanziari come stabilito ieri dalla conferenza dei capigruppo riunita per evitare l'impasse parlamentare. Il maxiemendamento di 59 articoli e 256 commi è stato al centro di un lungo vertice tra il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, il governo e i funzionari: l'obiettivo è quello di sfoltire il testo, depurandolo da alcune norme che non sono condivise dalla minoranza ma anche all'interno della stessa maggioranza, a cominciare dalla soppressione dell'Istituto regionale vite e vino. "Alla fine un accordo si dovrà trovare", dice il deputato del Pdl Santi Formica che ipotizza "un testo snello, frutto dello stralcio delle norme dal maxiemendamento da parte degli uffici dell'Ars e dell'intesa che si dovrà trovare tra maggioranza e opposizione su alcune materie condivise".
Secondo Formica nel maxiemendamento "ci sono delle norme che non possono entrare in alcun modo in finanziaria, senza passare dalle commissioni di merito". "Il governo ci ha costretto a esaminare i documenti finanziari all'ultimo momento - aggiunge - e non si può pretendere di fare entrare nella manovra lo scibile umano e di impedire ai deputati di presentare emendamenti. Sono certo che la presidenza procederà a sfoltire il maxiemendamento". Formica contesta anche l'impostazione del governo. "Attraverso norme di riorganizzazione di Iacp e Asi - afferma - il governo tenta di fare cassa ma non per coprire il deficit ma per nuove spese. In questo momento si ricorre a un ulteriore indebitamento, che sale a un miliardo di euro". Formica spiega che "l'opposizione aveva tentato di trovare un accordo: in commissione Bilancio io stesso avevo proposto un testo blindato e snello per salvaguardare le norme di entrata demandando il riordino di alcuni aspetti a leggi specifiche, ma la maggioranza aveva ribattuto che non era in grado di trovare una sintesi". "Evidentemente con questa manovra - conclude Formica - il governo sta provando a compattare la maggioranza che lo sostiene".  

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