Sicilia, Editoriali

Venturi: "Il valore della Zona Franca è ormai una realtà"

Parla l'assessore regionale alle Attività produttive: "Ne faranno parte complessivamente 23 comuni della provincia di Caltanissetta, 4 dell'Agrigentino e 1 di Enna, con particolari agevolazioni per stimolare l'imprenditoria, attrarre nuovi investimenti"

PALERMO. La Zona Franca per la Legalità è una realtà: ne faranno parte complessivamente 23 comuni della provincia di Caltanissetta, 4 dell'Agrigentino e 1 di Enna. È un atto concreto voluto da questo Governo, previsto da una legge regionale, la numero 15 del 2008, che permette di individuare un'area in cui si possano attuare particolari agevolazioni per stimolare l'imprenditoria, attrarre nuovi investimenti, contribuire a veicolare il messaggio che «fare impresa legalmente nel Nisseno si può conviene».



Che la Provincia di Caltanissetta, il suo territorio e il suo tessuto imprenditoriale siano oramai un esempio di legalità per tutta la nazione è un dato assodato. I protocolli di intesa tra Prefettura e Confindustria, la scelta illuminata e felice, alcuni anni or sono, avviata dai nuovi vertici della Confindustria di tagliare i ponti con un passato fatto di collusioni con il sistema affaristico mafioso, di connivenze, e di «pizzo pagato perché così si lavora».
Da anni quel «percorso» è diventato una certezza per la provincia di Caltanissetta, per la Sicilia, e preso ad esempio in tutta Italia come simbolo della perfetta sinergia tra Istituzioni (enti locali, Regione, Prefettura, magistratura, forze dell'ordine), parti sociali (sindacati, associazioni datoriali) e cittadinanza uniti da un solo principio: sconfiggere la mafia, il modo di pensare mafioso, contribuendo a formare un nuovo modo di pensare basato sulla legalità, la trasparenza, il diritto al lavoro, alla libertà di pensiero, al no fermo e deciso al pizzo e alle mediazioni illegali per avere ciò che è dovuto.



La «Zona Franca per la Legalità» è una vittoria per tutti quelli che - a rischio della loro vita e della loro libertà - all'inizio in pochi, oggi in tanti, hanno cominciato in solitudine a denunciare le richieste di pizzo, di tangenti e del sistema affaristico mafioso dietro agli appalti pubblici. La «Zfl» è un premio a tutti i nisseni e i siciliani onesti che vogliono per se stessi e per i loro figli, i nostri figli, una Sicilia migliore, in cui le imprese siano realmente competitive e in grado di sostenere le sfide con il mercato globale e non, semplicemente, sostenute dalle ingenti risorse illecite con cui la mafia drena i suoi capitali drogando il sistema e insinuandosi come un cancro, infido e silenzioso, fino a deciderne le sorti.



Io ritengo che la legalità sia il punto di partenza per qualunque tipo di ragionamento che abbia come oggetto la cosa pubblica: semplificazione amministrativa, trasparenza degli atti, rapidità delle risposte (qualunque esse siano) da parte della pubblica amministrazione, il palazzo di cristallo e non inteso come un luogo di stanze e corridoi in cui si incontrano e si intrecciano gli interessi reconditi di affaristi senza scrupoli, criminalità organizzata e di funzionari e burocrati compiacenti.



Questo governo sta attuando, tra mille difficoltà, un taglio netto con il passato mettendo in pratica riforme ispirate da questi principi. La «zona franca per la legalità» può contribuire ad aumentare la consapevolezza di avere condizioni possibili per attrarre investimenti su un territorio molto vasto su cui creare una zona sicura, un'area protetta da ogni fenomeno malavitoso o delinquenziale che, con il concorso delle istituzioni, salvaguardi gli investimenti, dia certezza alle imprese, realizzi un costante controllo delle attività, fornisca corsie preferenziali per l'apertura di nuove imprese.
Della Zona Franca per la legalità faranno parte i seguenti comuni: Acquaviva Platani, Bompensiere, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Gela, Marianopoli, Mazzarino, Milena, Montedoro, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Vallelunga e Villalba, in provincia di Caltanissetta, Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento e Pietraperzia, in provincia di Enna. Il cammino da fare è ancora lungo. Perché adesso, assieme al Governo nazionale, dovremo aprire un confronto con la Commissione Europea per chiedere ed ottenere un regime di fiscalità di vantaggio da applicare a tutte le imprese, vecchie e nuove, che esistono e che nasceranno all'interno della «Zona franca per la legalità». Ma l'impegno di questo Governo, del presidente della Regione e mio personale è quello di proseguire e portare a termine questa iniziativa, unica, che non ha alcun pecedente in Italia. Sono già pronti 50 milioni di euro per avviare e sostenere la «Zfl». Dobbiamo proseguire e sostenere il progetto anche a livello europeo.

*Assessore regionale alle Attività produttive

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