Operai sfuggono ad un attentato a Licata: due arresti

Sparati alcuni colpi di fucile contro due braccianti agricoli che erano appena scesi dal loro camion, mancandoli. In manette i fratelli Vincenzo ed Angelo Amato, 25 e 29 anni

LICATA. Alcuni colpi di fucile sono stati sparati, questa mattina, in contrada Stretto a Licata, contro due braccianti agricoli che erano appena scesi dal loro camion. I colpi non hanno raggiunto le due persone, ma la cabina e il cassone del mezzo pesante. I carabinieri hanno arrestato, per detenzione illegale d'arma da sparo, i fratelli Vincenzo ed Angelo Amato, 25 e 29 anni, di Licata. Sarebbero stati loro, questa mattina, in contrada Stretto, a esplodere, probabilmente a scopo intimidatorio, quattro colpi di fucile calibro 12 contro il camion di altri due braccianti agricoli, padre e figlio, affittuari di alcuni terreni. I fratelli Amato sono stati indicati responsabili dell'agguato dai due bersagli mancati, che erano appena scesi dal camion.   I due sono stati arrestati perché trovati in possesso di una pistola calibro 7,65, illegalmente detenuta. I militari stanno cercando, adesso, con diverse perquisizioni, il fucile calibro 12. Secondo quanto raccontato dal padre e figlio, già ieri sera, in piazza, c'era stato un incontro con i fratelli Amato che invitavano i due braccianti agricoli a lasciare i terreni presi in affitto da una terza persona perché servivano a loro. Padre e figlio avrebbero però rifiutato "l'invito" e ne sarebbe nata una accesa discussione. Stamattina, i fratelli Amato avrebbero messo a segno l'intimidazione.

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