Gela, indagati per inquinamento i dirigenti Eni

Tre avvisi di conclusione di indagini sono stati emessi dalla procura della Repubblica di Gela nei confronti di altrettanti dirigenti del locale petrolchimico

CALTANISSETTA. Tre avvisi di conclusione di indagini sono stati emessi dalla procura della Repubblica di Gela nei confronti di altrettanti dirigenti del locale petrolchimico dell'Eni, per reati di inquinamento ambientale.    Per una perdita di idrocarburi pesanti che ha inquinato una superficie di 900 metri quadrati, la magistratura ha proceduto nei confronti dell'amministratore delegato della "Raffineria di Gela Spa", Bernardo Casa, del responsabile del parco generale serbatoi, Salvatore Lo Sardo, e del capoturno Gaetano Lauria.   


L'inchiesta, avviata dalla Guardia Costiera di Gela ha accertato che il 18 dicembre del 2010 una rilevante quantità di greggio, trasportato dall'acqua di drenaggio del serbatoio S-110, è tracimato dai pozzetti d'ispezione di una condotta collegata a una vasca di raccolta. Il presunto mancato funzionamento dei controlli a distanza e delle pompe di emergenza dell'impianto, avrebbero determinato l'inquinamento ambientale, dentro e fuori lo stabilimento, aggravato dal fatto che l'intera zona è sottoposta a vincoli europei Sic e Zps di tutela dell'ecosistema. I successivi interventi di bonifica della zona inquinata, eseguiti dalla Raffineria di Gela, hanno portato alla rimozione di 611 tonnellate di terreno contaminato e al recupero di rifiuti liquidi oleosi per complessivi 2.400 litri. La Capitaneria di porto ha anche scoperto e sequestrato altri 62 grandi sacchi di terra inquinata che era stata rimossa per una precedente, analoga, perdita di idrocarburi.

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