Palermo, una coppa per dare un senso alla stagione

Dopo cinque anni il Palermo riprova a conquistare la finale che perse immeritatamente nel 1974 contro il Bologna e meritatamente nel 1979 contro la Juventus. Allegri schiera in campo la formazione migliore: i rossoneri sognano il "double". Dubbi sull'undici di Rossi

PALERMO. Tutto in una Coppa. Dopo cinque anni il Palermo riprova a conquistare la finale che perse immeritatamente nel 1974 contro il Bologna e meritatamente nel 1979 contro la Juventus. Stasera la gara di andata a Milano, il ritorno si giocherà martedì 10 maggio al «Barbera»: chi passerà nel doppio confronto tra rosanero e Milan affronterà in un’ unica partita all’Olimpico la vincente tra Roma e Inter, che ieri sera hanno dato vita al primo round. La finale è fissata per il 29 maggio, data già scolpita nella storia rosanero poichè in questo giorno del 2004, battendo la Triestina, il Palermo tornò in serie A dopo 31 anni di B.



Sono trascorsi appunto cinque anni dall’ultimo tentativo dei rosa e anche in quella stagione 2005-2006 iniziata con Del Neri in panchina e conclusa da Papadopulo il club rosanero affidò alla Coppa Italia il compito di salvare un’annata ricca soprattutto di tensioni. Dall’esonero di Delneri ai fischi a Makinwa. Ci andò vicino il Palermo di Papadopulo. Dopo avere eliminato il Milan ai quarti (0-1 al «Meazza» e 3-0 al «Barbera») affrontò in semifinale la Roma. Vinse in casa col risultato di 2-1, perse a Roma per 1-0 in una gara segnata da un gol di Tommasi e da un fallo di mani in area dello stesso Tommasi non sanzionato dall’arbitro Racalbuto.



Oggi come allora, dunque, la Coppa Italia (nella quale il Palermo nelle due partite vittoriose contro Chievo e Parma non ha mai segnato su azione), può dare un senso alla stagione rosanero e per quanto è accaduto negli ultimi anni l’impresa di arrivare in finale - che quasi certamente vorrebbe dire per la squadra di Delio Rossi un posto in Europa League - non sembra impossibile. Perchè il Milan soffre il Palermo più di ogni altra squadra italiana. Negli ultimi cinque anni nessuno gli ha preso più punti, la conferma appena un mese fa quando i rossoneri furono suonati al «Barbera» dal Palermo di Cosmi, ancora convalescente, tuttavia più grintoso e compatto dei compassati rossoneri. Limitando il bilancio alle ultime cinque stagioni il Palermo ha battuto sei volte il Milan, una volta ha pareggiato e tre ha perso. Tra le sei vittorie anche due allo stadio Meazza, dove oggi andrebbe di lusso anche un pareggio.



Se i numeri fanno coraggio la condizione di forma della squadra di Allegri e il rientro di Ibrahimovic impongono prudenza. Il Milan è lanciato verso lo scudetto, sembra in uno stato mentale di grazia e lo svedese, squalificato in campionato, ha parecchio da farsi perdonare. La sua fisicità sarà la principale minaccia per la difesa rosanero reduce da una prestazione contraddittoria come quella dell’Olimpico. Nella quale tutto è andato bene principalmente per gli errori degli attaccanti avversari.
Allegri ha annunciato la migliore formazione possibile, senza Pato e Seedorf ma con Ibra e Pirlo. Rossi non l’ha annunciata per nulla girandoci un po’ attorno però è evidente che manderà in campo il meglio a disposizione. Anche per il tecnico questa Coppa ha un valore speciale, un po’ come l’ebbe con la Lazio due anni fa. Avrebbe il significato di regalo finale ai fans prima di un divorzio ormai nell’aria. Vorrebbe dire andare via da vincitore, con l’etichetta di è arrivato dove nessun altro era arrivato mai. Tutto questo è possibile, perchè il Palermo visto a Roma seppur lontano dalla perfezione ha ritrovato una qualità fondamentale per ogni buon risultato: la fiducia in se stesso.



Soprattutto in quei giocatori che negli ultimi mesi sono clamorosamente mancati: Hernandez è rinato, Pastore è sembrato in ripresa. Per il Flaco un’altra grande occasione, torna al «Meazza» dove il suo campionato e quello del Palermo subirono una brutta frenata, se il trenta gennaio avesse segnato il rigore del 3-1 contro l’Inter molte cose sarebbero cambiate. Al «Flaco» manca ancora una grande partita contro una big, giocare a Milano in questi due anni gli ha sempre messo un po’ di paura addosso.
Considerato che Ilicic è reduce da un mese di stop il Palermo dovrebbe giocare con due punte. Due maglie da assegnare con tre pretendenti, tutti titolati. Miccoli che scalpita e che al Milan ha segnato i suoi gol più belli. Hernandez rilanciato dalla doppietta all’Olimpico che in contropiede può far male a chiunque, Pinilla che riesce ad abbinare in modo formidabile quantità e qualità. Difficile dire chi sceglierà Rossi, la decisione solo questa mattina, l’impressione è che Miccoli avrà più spazio in casa, perchè stasera come a Roma servirà a marcare forte i play-maker avversari. E poi, come si dice in gergo sportivo, squadra che vince non si tocca.

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