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Mister gay, il titolo europeo a un palermitano

Giulio Spatola: per me rappresenta soprattutto un incarico sociale. La mia famiglia mi ha sempre appoggiato ma in Italia quella omosessuale è ancora una tematica scomoda

PALERMO. È stato incoronato per ben due volte nell'arco di un anno e ha dedicato la sua vittoria all'attivista gay ugandese David Kato. È palermitano il più bello della comunità omosessuale. Dopo aver vinto ad agosto la fascia italiana, il ventiseienne Giulio Spatola ha sbaragliato, sabato sera, anche i concorrenti provenienti da nove nazioni nel concorso europeo che si è svolto in Romania. «Un premio che per me rappresenta soprattutto un incarico sociale - precisa - e non una vetrina per oggetti da mettere in mostra. Sono orgoglioso di far valere all'estero quella che in Italia, purtroppo, è ancora una tematica scomoda». Il neoeletto sottolinea come il Belpaese non si sia ancora adeguato alla mentalità gay, al contrario delle altre realtà. «Siamo in Europa solo sulla carta geografica e con il portafogli, ma non di certo per la mentalità e la politica».
La competizione, che si è svolta tra Bucarest e Brasov nell'arco di cinque giorni, ha visto in gara i rappresentanti di Italia, Romania, Norvegia, Svezia, Islanda, Francia, Bulgaria, Irlanda e Turchia, tra interviste, esibizioni, la partecipazione a un talk show televisivo locale e uno spettacolo cadenzato da musica e coreografie.
I suoi primi sostenitori? I genitori. «La mia famiglia mi ha sempre appoggiato - racconta -. Anche se non sono potuti venire alla finale per impegni di lavoro, hanno costituito un team per raccogliere voti on line». Ne è passato di tempo e di acqua sotto i ponti dal suo coming out, che risale all'età di 18 anni, preceduto da un episodio all'età di 13, in cui fu sorpreso dai suoi a baciare un altro ragazzo nella camera da letto. Da allora un estenuante percorso di psicanalisi, «finché non ho trovato un accordo segreto con uno dei medici - racconta - e cioè mentire fin quando non avrei raggiunto la maggiore età, per assecondare mamma e papà. Mi fidanzai con una ragazza e cercai di dissimulare - continua - finché, alla mia festa di 18 anni, ho invitato tutta la mia famiglia e i miei amici e mi sono dichiarato pubblicamente».
Giulio, che si è laureato in Arti e scienze dello spettacolo, ha riposto - a malincuore - il suo sogno nel cassetto. Quello di lavorare nel mondo del cinema come regista. E per sbarcare il lunario, è impiegato in un grande albergo della capitale - dove vive da otto anni - come addetto alla reception. Ma la sua passione più grande resta la macchina da presa e proprio in una delle prove del concorso ha avuto modo di esibire il suo talento. C'era chi cantava, chi recitava, chi ballava. Mister gay d'Europa ha invece realizzato un video a sostegno della comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender ndr). L'Italia descritta nelle immagini è quella dell'omofobia e del pregiudizio. «Il filmato si apre con il discorso del premier in cui afferma che finché ci sarà questo governo le unioni omosessuali non verranno mai equiparate alla famiglia tradizionale né saranno possibili le adozioni per coppie gay - spiega - e questo è un grande motivo di offesa per tutti gli omosessuali, indipendentemente dall'orientamento politico».

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