Coime, stipendi "gonfiati" da dieci anni

Il caso che ha coinvolto otto edili del Comune si allarga. Da un controllo a campione sembra che anche le posizioni retributive degli impiegati in organico e di quelli in pensione fossero "ritoccate" in eccesso

PALERMO. Il caso degli stipendi “gonfiati” ai dipendenti del Coime si allarga e potrebbe coinvolgere tutti gli impiegati in organico e quelli andati in pensione negli ultimi dieci anni. Da un controllo a campione risulterebbe, infatti, molto diffuso il fenomeno del “ritocco” delle retribuzioni. Il danno causato all’amministrazione ammonterebbe a circa quattro - cinque milioni di euro, ovvero 2.500-3.000 euro per ogni impiegato.
Dopo lo smantellamento dell’ufficio che elaborava le buste paga degli edili del Comune e la contestazione delle prime 50 posizioni, adesso l’amministrazione deve decidere come rientrare in possesso delle somme in eccesso indebitamente corrisposte ai 1.200 dipendenti. Saranno passate in rassegna, una per una, le buste paga di ciascun dipendente del Coime. Intanto, gli otto contabili coinvolti nello scandalo iniziale sono stati trasferiti in un altro ufficio, hanno ricevuto la relativa contestazione insieme a un addebito formale sulla condotta la notifica di rottura del rapporto fiduciario. Gli otto si sono difesi ma il contenuto è all’esame del dirigente in attesa poi di passare alla commissione disciplinare. Lo smantellamento dell’ufficio ha creato non pochi disagi di ordine logistico, in quanto finora sono arrivati solo tre degli otto contabili che dovevano essere sostituiti. «Sono momenti delicati – ha affermato Giuseppe Genco, assessore al Bilancio – con gli impiegati contabili che devono riuscire a coprire le falle».

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