Lombardo, 20 giorni tra inchiesta giudiziaria e bilancio

Due missioni importanti per il presidente della Regione. In poco meno di un mese dovrà convincere i giudici di non aver commesso illeciti e scongiurare il rischio commissariamento per la scadenza dell'esercizio provvisorio

PALERMO. Venti giorni. Un lasso di tempo in cui Raffaele Lombardo rischia di giocarsi tutto dal punto di vista politico e personale. In venti giorni dovrà convincere la Procura di Catania che lui non ha commesso alcun illecito che giustifichi una eventuale richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, da cui dipende la tenuta della maggioranza che lo sostiene, e quindi il governo. E sempre entro venti giorni dovrà chiudere il bilancio della Regione siciliana prima della scadenza, il 30 aprile, dell'esercizio provvisorio. In molti, nei corridoi del Palazzo, sussurrano già l'ipotesi che se la trattativa con Roma su fondi Fas e compartecipazione alla spesa sanitaria fallirà, il governo sarà costretto a presentare un bilancio (l'esame in aula è stato fissato al 21 aprile) con tante falle da indurre il commissario dello Stato a impugnarlo, avviando, come prevede l'art.8 dello statuto autonomo, la procedura per il commissariamento della Regione e lo scioglimento anticipato dell'Assemblea regionale siciliana.
Insomma, due missioni importanti, per Lombardo, in una fase politica complicata. Tra gli alleati aumenta di giorno in giorno la platea degli "imbarazzati". Nel Pd gli anti Lombardo sono alla finestra, e anche Fini, che finora l'aveva sempre "difeso", ieri a Trapani ha annunciato che il suo partito è pronto a fare un passo indietro se Lombardo sarà rinviato a giudizio. E intanto i tentativi di alleanze in vista delle amministrative di primavera naufragano, col terzo polo finito già in soffitta e i partiti in ordine sparso.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati